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Pompeo Panaro, “il caso” continua [CON VIDEO STORICO]

Attraverso una nota diramata nel pomeriggio di ieri, pubblicata stamane da varie testate giornalistiche, il Consigliere Comunale (Capogruppo del PD) Graziano Di Natale, ha inteso rendere noto e ricordare all’Amministrazione Ferrari, la questione relativa all’intitolazione di una via a Pompeo Panaro.

Il Comunicato viene pertanto pubblicato anche sugli spazi del Marsili Notizie e ad esso viene fatto seguire un articolo ed un video (che parte dal punto successivo alle interviste e che coincide con una polemica che vede protagonista il Sindaco Ferrari) comparsi sulla Testata il 30 Luglio 2013.

NOTA DI GRAZIANO DI NATALE

Il capogruppo PD Graziano Di Natale, a seguito della festa democratica di fine agosto, nella quale tornò brevemente a parlare del caso Panaro (esponente politico vittima di mafia incredibilmente dimenticato per 30 anni), i primi giorni di settembre protocollò e indirizzò al sindaco di Paola una richiesta di intitolazione del largo antistante la nuova strada di collegamento tra la villa comunale e Via della Libertà, a memoria di Pompeo Panaro, già consigliere e assessore comunale vittima di mafia. Nella stessa missiva si chiedeva di creare una giornata alla memoria con un laboratorio politico ad hoc per la lotta alla criminalità organizzata. Sono passati quasi due mesi ma risposte in merito nessuna. Il silenzio a questo punto fa molto rumore. La memoria del Panaro e il ricordo di un membro delle istituzioni vittima di mafia è cosa buona e giusta, soprattutto è bipartisan e dal valore sociale immenso. Speriamo che questa nota stampa, che serve a ricordare l’impegno e la lotta del Partito Democratico contro ogni forma di mafia, sortisca gli effetti sperati. Crediamo che l’amministrazione comunale sarà attenta e solerte nel dare una risposta alla nostra istanza, convocando una seduta di giunta che approvi quanto chiesto non solo dal PD, ma da una piazza, quella del mese di agosto, che era colma di paolani vogliosi di ripartire, innanzitutto dai valori e dalla forza delle istituzioni, più forte di ieri e più consapevole domani.

ARTICOLO E VIDEO APPARSI SUL MARSILI NOTIZIE DEL 30/07/2013

Là – dove le urla, miste al sibilo dei proiettili, creano il vuoto pneumatico di un silenzio assordante – la società civile sta tentando di intervenire. Là – dove il colore grigio delle canne di fucile è la tinta cromatica del cielo collettivo – le forze democratiche componenti “la politica” cercano di reagire. Là – dove da troppo tempo vige la regola “lasciate ogni speranza voi che ci convivete” – i cittadini vogliono sapere, conoscere e ricordare, i fondamenti della convivenza comune.

Per questo motivo, in questo momento, la politica sta cercando di affrontare un problema ormai divenuto endemico a causa della scarsa coscienza collettiva dedicatavi. E per far questo si organizzano sedute collettive nelle quali proporre lezioni esemplari di storia contemporanea. È un nobile intento, difficilmente definibile come “puntuale” , comunque da valorizzare. Qualsiasi ne sia la sorgente, parlare di ‘ndrangheta suscitando un sentimento di avversione, è un’attività degna di lode da qualunque parte la si osservi.

Erudire affinché si possa dire: “mai più”. I morti innocenti sono tanti quanti le stelle nel cielo, perché i morti innocenti non possono essere contenuti dalla ruvida terra, essi stanno là a testimoniare che nessuna morte vale qualcosa se non c’è qualcuno a rimescolarne la vita. Col ricordo, con la preghiera, con la protesta. Ogni forma di tributo ad una morte innocente è il modo per preservarne le qualità positive che la rendono tale e, quindi, indimenticabile. Gli sforzi operati, in questi ultimi tempi, dalle forze politiche che compongono il Parlamento Italiano (ed il Consiglio e l’extra consiliare paolani), vanno salutati con letizia: “era ora che tutti si occupassero di tutti”. Anche se, a ben guardare, allo stato attuale pare stiano occupando tutto.

Si, perché occupare uno spazio (e occuparsene) è divenuta l’azione fondamentale per palesare la propria idea politica. Ed ogni partito o movimento cerca di accaparrarsene l’esclusiva, dimenticando che non è con tutto lo spazio che si vince, ma con lo spazio di tutti. L’idea condivisa, la passione ricambiata.

Pertanto ogni sforzo diviene inutile perché viene assorbito in maniera distorta rispetto allo sforzo “reale” e succede che si materializzino delle situazioni come quella che – in formato di video reportage con interviste – segue.

Là – dove finanche le commemorazioni delle morti innocenti hanno assunto forma di arena – è ambientata la storia dell’iniziativa “per non dimenticare Pompeo Panaro” svoltasi a Paola ieri sera. Là – come pietre miliari sulla strada della vita comune, in un triste ordine alfabetico – sono disseminati i nomi di: Mario Cilento, Lucio Ferrami, Luigi Gravina, Mario Lattuca, Giovanni Losardo, Tonino Maiorano, Pompeo Panaro in un elenco di vittime tanto lungo quanto la distanza dalle stelle.

Buona Visione.

 

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