Con i cassonetti strabordanti di rifiuti, colmi ormai da settimane e svuotati alla bisogna con un ritmo intermittente ed assolutamente insufficiente a dare perlomeno un’idea di “nettezza urbana”, la Città di Paola – ma probabilmente anche altre realtà comunali limitrofe e/o comunque “calabresi” – sta palesando una condizione di degrado difficile da riscontrare sia nel passato recente che in quello remoto.

Cumuli di buste ammassate, maleodoranti mucchi di fetidi scarti e bidoni ormai invisibili perché sommersi dall’immondizia, sono diventati l’attrazione principale della Città di San Francesco. Perlomeno per gli animali randagi che, in quell’abbondanza, banchettano smaniosi. Girando per le strade non è raro incontrare assembramenti di cani o gatti che si contendono il cornicione di una pizza ancora attaccato al cartone della confezione, anzi, ultimamente è diventato familiare addirittura lo squittio dei topi che – agitandosi nel sottobosco percolante – aggrediscono i torsoli di mele e pere gettati fuori dagli stracolmi bidoni.

Non a caso i plessi scolastici, nelle cui vicinanze sono posati cassoni della spazzatura, hanno accelerato le procedure di derattizzazione degli istituti. Obblighi formali dai quali però dipende una sostanziale perdita del diritto allo studio, perché i tre giorni richiesti per effettuare la bonifica, sono ore di studio mandate al macero per motivi estranei alla calendarizzazione scolastica. La spazzatura nelle strade, quindi, è più dannosa di quanto si pensi.

Anche il diritto alla libera circolazione è leso in maniera vigorosa: quante sono le automobili costrette ad estenuanti gimcane tra le buste rotolanti in strada? Troppe.

Questo, statisticamente, comporta un innalzamento della soglia di rischio per gli automobilisti, costretti a prestare attenzione a cose per le quali né il codice della strada, né tantomeno la progettazione urbanistica, li hanno preparati. A parte le manovre per evitare le buste, coloro che guidano sono sempre più spesso “distratti” dall’isteria animale che orbita attorno all’abbondanza di cibo da arraffare nei bidoni. Cani e gatti (ma anche ratti) accecati dalla disponibilità di un pasto “straordinario”, adottano comportamenti imprevedibili che sovente si concludono con un tragico impatto.

Camminando per le strade di Paola non è raro incontrare polpette pelose che un tempo furono animate da spiriti bestiali, spiaccicamenti che testimoniano una vera e propria strage di randagi operata involontariamente da tutti quelli che – loro malgrado – devono fare i conti con un disagio che ha radici ramificate nei palazzi della politica inconsistente, della cattiva gestione delle discariche e delle soluzioni spicciole.

Anche a questo, prima o poi, la coscienza di qualcuno dovrà rispondere.

Per gli automobilisti sarebbe raccomandabile una moderazione della velocità anche al di sotto dei limiti imposti per legge, almeno laddove sono presenti i cassonetti. Forse così qualche bestiola potrebbe uscire indenne da questo inferno che mette a repentaglio persino il diritto stesso alla vita, degli animali e di coloro che potrebbero evitarsi incresciosi sensi di colpa.

Paola, ormai è strage di randagi ultima modifica: 2014-11-08T13:39:15+01:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.