Il cerchio che s’è appena chiuso con le elezioni regionali, ha regalato uno spaccato di realtà degno di un racconto. Una piccola storia che, nella quotidianità, infiamma e consuma tutti i coinvolti. “Alla giornata”, come fosse uno stile di vita, i nostri rappresentanti istituzionali esauriscono le proprie funzioni. Vivono e muoiono e poi rivivono, a seconda del favore del vento.

E la corta commedia prende corpo, si alzano e si abbassano come pistoni che muovono lo stesso motore, e creano scenari entro cui tutti languiamo, in attesa dell’occasione giusta. Del momento buono per schierarci. E per cosa? Per un alito di vento, un sospiro nel quale consumare tutta l’esistenza.

«È una buona occasione, non posso lasciarmela scappare»: “#sipuòfare”, “diventa ciò che sei”, #CONOrgoglio, “la forza dell’esperienza” e “Lavoro” e “Diritti” e “blabla”.

L’elettore calabrese, ad ogni elezione, è posto dinnanzi a tutti questi dilemmi. Sentimenti complessi che non sempre trovano requie, e allora sbottano in esplosioni percentuali che – lette nel fondo – restituiscono immagini suggestive. Come quella dell’attuale consiglio comunale di Paola.

Un guazzabuglio, che regalerà momenti epici.

Sguardi intensi, sospiri di sollievo, occhiatacce e pugni sul banco. E poi risate, tante risate.

Perché la risata è terapeutica. Potrebbe risanare fratture che oggi si danno per “scontate” e – magari – potrebbe riconsentire alla Città di muoversi.

Questo, almeno, se si dovessero manifestare i nobili intenti del “bene comune”.

Il caso contrario non è più contemplabile, perché se non succede nulla neanche adesso, le speranze che Paola si dimostri “ancora una voltà” viva, andrebbero a farsi benedire.

Uno sguardo sulla vista politica paolana ultima modifica: 2014-11-24T23:12:48+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.