acli di paola

Emergenza abitatativa, interviene l’Acli di Paola

Nota diramata dal circolo “Marino Carboni” delle Acli di Paola

Nei giorni scorsi presso il Circolo “Marino Carboni” delle Acli di Paola si è tenuto un incontro organizzato dall’aclista Renato Cupello per discutere sulla spinosa problematica riguardante l’emergenza abitativa fagocitata ancor più dalla crisi finanziaria. A detto incontro hanno partecipato il Segretario regionale del SUNIA (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari) Antonio Spataro, il responsabile zonale del SUNIA Giuseppe Lo Grippo ed il Presidente provinciale dei giovani aclisti Francesco Fringuello. Tale problematica – sostiene Renato Cupello – acuitasi ancor più in Calabria anche a causa   della mancanza di lavoro, della mancata attuazione di programmi di edilizia sociale e di strategie di medio e lungo periodo, hanno dato luogo ad un quadro di allarme sociale di non poco conto. E, di questo, le Acli di Paola si sono fortemente preoccupati. Numerose famiglie, anziani, diversamente abili, giovani single si trovano a far fronte al caro fitto dato da un mercato delle locazioni senza regole che non permette a molti di avere diritto ad una abitazione dignitosa ed a prezzi accessibili . In Calabria il 22% di famiglie vive in fitto e di queste l’83% ha redditi al di sotto dei 14 mila euro l’anno. La Legge 431/98 prevede un fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione, difatti 106 nostri concittadini aventi diritto hanno regolarmente presentato domanda ed il Comune di Paola ha chiesto alla Regione Calabria un contributo – per l’anno 2014 – pari ad euro 236.448,31 ma, a tutt’oggi, senza ricevere un centesimo così come non sono stati ancora erogati dalla Regione Calabria i contributi relativamente agli anni 2011 e 2012 . Il patrimonio immobiliare di edilizia residenziale pubblica in Calabria – afferma Antonio Spataro, Segretario Regionale SUNIA – è di 39.000 alloggi di cui circa 1/3 è occupato da non aventi diritto e in alcuni casi usati come seconda casa. Per far fronte ai numerosi sfratti di “morosità incolpevole” il governo ha stanziato per la Calabria 187.000,00 euro – una goccia nell’oceano – da spalmare su tutte e cinque le province calabresi e che rischierebbero di tornare indietro per la mancanza di programmazione sui territori. La città di Paola è fuori dal programma CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica) per quanto riguarda l’applicazione di quel canone concordato territoriale – che avrebbe potuto calmierare i canoni di locazione – perché non considerata dallo stesso CIPE Comune ad alta densità di popolazione. Questa problematica potrebbe essere meritevole di maggiore attenzione da parte dei nostri rappresentanti parlamentari calabresi per verificare se ci sono spiragli al fine di recuperare uno strumento come quello appunto del canone concordato territoriale che potrebbe essere utile a molti svantaggiati. Per rispondere alla continua richiesta abitativa non occorre costruire nuovi alloggi sostiene Spataro – ma attuare programmi che mirano al recupero e alla valorizzazione dei nostri centri storici attraverso i fondi comunitari o ex Gescal. Nel tempo dell’informatizzazione non è concepibile ancora istruire le domande di assegnazione alloggi di edilizia residenziale pubblica attraverso farraginose commissioni ma occorre spingere per il riconoscimento della istituzione dell’Agenzia comunale per la casa dove l’interessato può presentare direttamente domanda attraverso l’esibizione del modello ISEE ed altra documentazione occorrente in tempo reale. L’Agenzia provvederà a stilare una graduatoria degli aventi diritto all’alloggio e previa autocertificazione del mantenimento dei diritti si provvederà all’assegnazione degli alloggi.

Acli e Sunia al termine dell’incontro si sono impegnati a mantenere alta l’attenzione sulla problematica dell’emergenza abitativa che affligge anche il territorio di Paola ed unitariamente si impegneranno a raccogliere tutte le informazioni, le segnalazioni e gli elementi di debolezza che provengono dalla emergenza abitativa nel territorio di Paola al fine di creare, così, un sistema organico di interventi.

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