malati di tumore

Paola – I pazienti oncologici tirano un sospiro di sollievo

Dopo gli articoli apparsi ieri sull’argomento, pare che qualcosa si sia mosso “favorevolmente” nei confronti del reparto di oncologia dell’ospedale San Francesco di Paola.

Stanti alcune indiscrezioni trapelate dall’interno del nosocomio, già nella mattinata di ieri qualche “pezzo grosso” avrebbe dato il via ad una procedura d’urgenza utile a consentire l’approvvigionamento di farmaci chemioterapici da destinare al reparto paolano.

Un piccolo passo avanti che consentirebbe di smaltire la lunga lista di pazienti, ultimamente “rimandati” o invitati a proseguire le cure altrove, ormai salita ad un elenco che annovera trenta nomi.

Trenta persone, con le rispettive famiglie, che dal primo gennaio versano in uno stato di prostrazione ed incertezza inammissibile in uno Stato che si definisce “di Diritto”. Trenta anime alle quali vanno affiancate quelle del personale medico ed infermieristico di un “fiore all’occhiello” della sanità calabrese, dottori e assistenti che, qualora i farmaci dovessero finalmente arrivare, hanno già annunciato la propria disponibilità ad effettuare una giornata di lavoro extra per consentire lo smaltimento della lunga lista d’attesa.

Se si dovesse “tamponare” quest’emergenza, sarebbe utile iniziare a cercare i responsabili che l’hanno generata. Perché nonostante al malato serva la sua cura, al cittadino serve la tutela dei propri diritti. E se a sbagliare è stato qualche colletto bianco che siede negli uffici dell’amministrazione, allora è necessario che si intervenga così come si fa nei confronti di quei medici che statisticamente si rendono responsabili di errori sanzionabili. Perché la Calabria non può contare sempre e solo sul valore aggiunto della sua “grande umanità”, usata spesso come tampone per nascondere crepe gestionali di nature indefinite.

Quindi, nonostante queste parziali rassicurazioni, medici ed infermieri restano con la guardia alta, pronti a tornare all’attacco se si dovesse inceppare nuovamente qualcosa. Pazienti e cittadini faranno altrettanto.

Questo quanto è stato scritto su “La Provincia” del 14-01-015

Dopo la frana, un altro smottamento sta interessando l’ospedale di Paola. In questo caso, però, la perdita delle vite umane non sarebbe immediatamente esecutiva, perché – riguardando direttamente i malati di tumore – potrebbe essere diluita nel tempo e non è detto che si riveli meno fatale.

Stante quanto dichiara la segreteria del sindacato “Uil Fpl” di Paola, operante all’interno del presidio ospedaliero, da un po’ di tempo a questa parte gli infermieri sarebbero “costretti ad affrontare i malati”, per comunicargli la possibile interruzione delle cure di cui necessitano.

Il motivo risiede nella farmacia dell’ospedale che, essendo stato interrotto il rapporto di approvvigionamento relativo ai medicinali destinati alle cure chemioterapiche, sta lentamente esaurendo le sue scorte. Per i membri del sindacato, indipendentemente dalle ragioni che soggiacciono a questa situazione, sarebbe il caso di intervenire repentinamente. Perché il reparto oncologico del “San Francesco di Paola”, spesso definito “fiore all’occhiello” della sanità calabrese, è oberato di pazienti le cui costose cure sono rese disponibili a due passi da casa. Senza il rifornimento di medicine, causato probabilmente da azioni manageriali, al personale medico ed infermieristico tocca agire contrariamente ai propri stessi principi. E questo è inaccettabile. Stante quanto scrive il sindacato la situazione è talmente grave che: «Pazienti costretti a non poter eseguire le sedute di chemio programmate». Con grave danno psicologico e fisico, che si ripercuote anche sul personale sanitario reso impotente dalla situazione. Nei prossimi giorni è stata indetta una manifestazione cui parteciperanno lavoratori e pazienti del reparto oncologico, perché chi vive con la sola speranza dei farmaci, in uno Stato in cui vige il diritto alla salute, non merita questo trattamento.

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere provinciale Graziano Di Natale, il quale si è chiesto come: «Si possa dire ad un paziente che la seduta non si può fare perché il farmaco non c’è. Bisogna intervenire urgentemente – ha dichiarato l’avvocato che ricopre anche il ruolo di capogruppo Pd nel consiglio comunale cittadino – mi attiverò per avere contezza sulla reale situazione. Ritengo che la nomina di Oliverio, a commissario della sanità calabrese ,non sia più rinviabile perché questa terra ha delle emergenze che devono essere da subito affrontate».

Nel frattempo, la situazione continua a trascinarsi dal primo di Gennaio.

 

About Francesco Frangella

Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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