La recente cronaca del primo incontro organizzato per parlare della sanità locale, confortata dalle dichiarazioni riportate fedelmente su queste colonne, ha messo a nudo opinioni personali che hanno probabilmente travalicato l’ambito prettamente utile all’utenza, sconfinando in vere e proprie prese di posizione che non sono passate inosservate.

L’ormai famoso “tavolo tecnico”, cui hanno partecipato i principali medici operanti nell’ospedale di Paola ed il consigliere provinciale Graziano Di Natale, nonostante sia stato considerato un’iniziativa ammirevole, in alcuni dei passaggi riportati non avrebbe colto completamente il senso dei bisogni cui il territorio sarebbe soggetto.

Partendo da una proposta vecchia di quindici anni, quella relativa allo smantellamento delle due strutture ospedaliere su cui poggia lo “Spoke” di Paola e Cetraro (annunciata dal dr. Pititto dalle colonne del giornale che, prima della Provincia attuale, con lo stesso nome era tra i più venduti nelle edicole) per fare spazio ad un complesso di nuova concezione, i medici del “tavolo tecnico” hanno spiegato le necessità dei propri reparti.

Non tutti però sono parsi sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda, perché non tutti hanno parlato delle situazioni interne alle proprie corsie di competenza, qualcuno – forse audacemente, o forse perché preso dalla foga comiziale del momento – si è lasciato scappare considerazioni, scivolando su un “territorio” che è propriamente appannaggio dei medici di famiglia. Per questa ragione si è reso necessario operare dei distinguo e, contattato il sindacato che riunisce il fior fiore di questi professionisti, è emersa una situazione inversa rispetto a quanto detto al “tavolo”. «Il territorio dei medici di base risponde con precisione alle esigenze dell’utenza al punto che, se l’opera svolta dovesse subire una battuta d’arresto, nessun ospedale sarebbe in grado di rispondere compiutamente all’ondata di pazienti cui si troverebbe a dover far fronte». Grazie alla “medicina” svolta fuori dall’ospedale, si è potuto evitare il pronto soccorso per i codici bianchi, è stato consentito lo screening regolare di cardiopatici, diabetici ed ipertesi e – tanto per citare qualche numero – nel solo Nucleo di Cure Primarie di Paola sono stati espletati 3.000 elettrocardiogramma, 2.000 doppler, 1.500 visite oculistiche, screening gratuiti di prevenzione del tumore della prostata e delle malattie vascolari. Opere svolte indistintamente per tutti i cittadini e, a volte, anche per gli extracomunitari.

Paola-Medici di famiglia “sminuiti” dal tavolo tecnico sulla sanità ultima modifica: 2015-02-16T19:33:27+01:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.