Per esaurire la sua requisitoria nell’ambito del processo “Tela del Ragno”, ad Eugenio Facciolla non è bastato l’intero arco di una giornata. Talmente tanti ed eclatanti sono i fatti che, per concludere, è stato deciso di aggiungere un’altra udienza (fissata per giorno 9 Febbraio) nella quale il Pm renderà note le sue richieste alla corte.

Un discorso molto appassionato quello di Facciolla, condito da una lunga premessa che è servita a capire i cardini attorno ai quali ha imbastito la strategia utile a spiegare il perché della “tela”, ordita per controllare capillarmente un territorio che in alcuni casi, per il magistrato, s’è addirittura sovrapposto al nome del boss di turno. «Cetraro e Franco Muto sono la stessa cosa» ha dichiarato il Pm durante un passaggio. Poi stoccate alla politica, che «si occupa di questi argomenti solo in periodi di campagna elettorale», alla stampa, che avrebbe condotto «attività di favoreggiamento». «Perché non si può scrivere che le forze dell’ordine: “stanno seguendo la pista passionale”; per l’omicidio di Tonino Maiorano». Il tutto condito dal giudizio sulla mafia espressa dal sodalizio criminale, definita «bastarda» perché incapace di dotarsi di quel minuscolo apparato di “regole” che, invece, vengono rispettate laddove la mafiosità è vissuta in maniera culturalmente diversa rispetto a questa fascia settentrionale di Calabria. «Il problema non è il delitto ma la spavalderia, la tracotanza e la totale indifferenza rispetto ai rapporti sociali del territorio. Era il 2000 e le persone venivano prelevate e “fatte scomparire”» e non si esitava ad usare l’esplosivo anche in contesti entro i quali ci sarebbe potuta essere la perdita di molte vite innocenti. Anche se il passaggio più duro Facciolla lo riserva agli stessi imputati, «personalità che mancano di ogni forma di rispetto della vita umana, dell’altrui persona, prive di quel minimo che ci consente di dire che, al loro cospetto, siamo in presenza di esseri umani».

Poi la requisitoria è entrata nel vivo e si è sviluppata lungo l’analisi dei punti fermi che l’hanno generata, ovvero: le intercettazioni, le testimonianze e le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Partendo dall’analisi puntuale e circostanziata di ognuna di queste parti, Facciolla ha parlato ininterrottamente per più di sette ore senza consumare la sua argomentazione che, entrata nel vivo, ha svelato i retroscena di molte situazioni delle quali si renderà conto nei prossimi giorni. (continua)

Tela del Ragno – Facciolla: «È una mafia bastarda» ultima modifica: 2015-02-03T17:23:12+01:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.