È attivo ma della sua esistenza erano consapevoli soltanto i pazienti oncologici che fanno riferimento all’ospedale “San Francesco di Paola”, per usufruire delle cure necessarie a guarire o lenire gli effetti della loro patologia. Diretto da una pianta organica che impegna un intero team di infermieri, l’Ambulatorio Picc del nosocomio paolano si propone come ottimo punto di raccordo tra coloro che, soffrendo per l’impianto del catetere venoso centrale ad inserzione periferica – necessario in quei casi che, per via delle continue iniezioni dovute alla chemioterapia, manifestano segni di resistenza epidermica e vasale che impongono l’installazione di un impianto d’accesso permanente alle vene – hanno bisogno di assistenza continua.

Il Picc permette la somministrazione di farmaci che se iniettati perifericamente potrebbero causare danni tessutali alla vena stessa o al braccio, pertanto consiste in un tubicino inserito grazie ad un piccolo intervento chirurgico, all’altezza del braccio con l’aiuto di ecoguida. Questo supporto esterno arriva in una vena centrale del torace: la Vena Cava Superiore e può rimanere in sede fino ad un massimo di 6 mesi.

Ora, grazie all’intervento del commissario provinciale Asp, dr. Gianfranco Filippelli, l’ospedale paolano potrà garantire il servizio grazie all’equipe di infermieri coordinati da Gianluigi Aloia e composta da Olga Salerno e Sonia Politano, con un progetto che, dal prossimo anno, vedrà formati altri operatori del reparto di oncologia.

Paola – Finalmente un bel servizio per i malati di tumore ultima modifica: 2015-05-05T21:08:18+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.