La necessità del ritorno in centro del mercatino domenicale è stata avallata sulla spinta di molteplici “lamentele”. Alcune fondate – come quelle degli esercenti con negozio fisso che mal digerirebbero la desertificazione delle principali arterie commerciali durante l’orario d’apertura degli stand telonati – altre particolarmente estrose – come quella relativa ad una presunta “liberazione” dal canone d’affitto del terreno su cui sorge l’area mercatale, del quale sarebbe stato indicato come proprietario il suocero dell’ex sindaco Roberto Perrotta. Nel secondo dei due casi, vista l’entità della voce e considerata la ghiottoneria di una notizia utile a smascherare qualche traffico particolare dell’ex primo cittadino, si è resa necessaria una verifica puntuale della situazione orbitante attorno all’area in questione, cui le carte assegnano una natura incompatibile con la diceria fatta circolare ad arte da qualcuno.

Ebbene, stanti i dati che è stato possibile acquisire, l’iter di costruzione dell’area mercatale è iniziato sotto l’amministrazione dell’indimenticabile Antonella Bruno Ganeri (sindaco di Paola negli anni dal 1993 al 2001), che attraverso un finanziamento ha iniziato l’opera su un terreno suddiviso tra privati cittadini i cui nomi sono reperibili nei documenti custoditi in comune, successivamente – al tempo dell’amministrazione di Roberto Perrotta – l’infrastruttura venne completata con addirittura il finanziamento della recinzione esterna. Ciò determina uno stato di “totale proprietà comunale” sull’area mercatale, il cui terreno – questo è vero – è stato ricavato su un fondo “confinante” con quello di cui il suocero dell’ex sindaco sarebbe stato soltanto un “colono”. Quindi, allo stato attuale, il comune di Paola non paga alcun canone di affitto per quell’area.

Una volta appreso questo dettaglio, è stato doveroso chiedere un commento al diretto interessato della calunnia, e Roberto Perrotta si è così espresso: «Che ci possa essere tanta malafede nelle intenzioni di qualcuno, non mi meraviglia. Del resto sono abituato da almeno tre anni, anche se non ne comprendo le ragioni, al ruolo che taluni tentano di cucirmi addosso. Ultimamente mi hanno affibbiato anche la proprietà della casa lungo la nuova via del Calvario e di altre strutture che avrei accaparrato fuori dai confini di Paola – ha concluso l’ex amministratore – a questo punto mi chiedo come credano costoro che io possa pagare tutte le tasse annesse agli immobili che vorrebbero vedermi possedere».

Paola – Il comune non deve fitto al suocero di Roberto Perrotta ultima modifica: 2015-05-07T19:14:49+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.