Bollette, disoccupazione, suicidi. È questa la triade che da anni pervade la nostra società, sino a poco tempo fa le prime pagine dei giornali si aprivano con la notizia di un suicidio di qualche imprenditore o di operai che travolti dalla crisi, come ultimo gesto, avevano messo in atto quello estremo.
Recentemente non leggiamo più tali notizie, quasi che si siano risolti tutti i problemi. La realtà è più drammatica, sono talmente tanti tali episodi che non meritano più la prima pagina. Alcuni giorni fa, nella nostra provincia, si sono suicidati un giovane padre di famiglia, rimasto improvvisamente senza lavoro, ed un altro, poco più che ragazzo, che il lavoro sapeva di non trovarlo.
In questi giorni nel mio studio, sento snocciolare la rabbia, il rancore la demoralizzazione di persone di ogni età e genere, per le nuove tasse comunali, tra l’altro trasmesse tramite Equitalia, l’ente causa di tanti problemi e che molte amministrazioni hanno disdettato dal servizio riscossioni.
Quella speranza sorta in alcuni, non certo in me, che il nuovo giovane presidente del consiglio, potesse realmente portare ad una rinascita nazionale sta affogando tra scandali, intrighi di palazzo e lotta di tutti contro tutti.
Non mi addentro in un esame politico nazionale di per se avvilente al massimo, astensione record, quasi il sessanta per cento alle ultime consultazioni, per soffermarmi nel nostro ambito.
Che il deficit delle casse comunali sia notevole, ne siamo convinti in molti, che tale debito,in parte, possa essere stato provocato dalla precedente amministrazione, personalmente lo ritengo probabile ma i nuovi amministratori cosa hanno fatto?
Leggendo i social, con le affermazioni a dir poco fantasiose, di qualche giovane politicante, o di aggregazioni opportunistiche, oggi di destra domani di sinistra, bisogna dare atto che la capacità di sopportazione dei paolani (ma in genere dei calabresi) è superiore a quella di altre regioni.
Tributo per l’acqua: nei mesi scorsi sono stati presentate al comune centinaia di ricorsi, con varie motivazioni, circa l’attendibilità dei calcoli inerente consumo e somma da pagare. Ad oggi nessuna risposta è pervenuta ai ricorrenti. Si vuole forse non rispondere per poi dare mandato ad Equitalia, per una riscossione forzosa, ed un contenzioso che alcuni non potrebbero sostenere?
Rifiuti: è veramente questo un tasto dolente, da sempre è riconosciuto che una delle prime soluzioni sia la raccolta differenziata, fatta in modo serio e con la collaborazione dei cittadini, constato la buona volontà di riavviare questa pratica. Ma al di la di annunci, e la fornitura a zone, ed a mio modesto parere, che del problema mi interesso da anni, in modo inappropriato ed insufficiente, la realtà è quotidianamente sotto gli occhi di tutti, ivi compreso qualche turista occasionale che – ovviamente – ne trae le dovute conclusioni con il non ritorno, nelle nostre amene spiaggie.
Da tutto ciò all’invio di balzelli esorbitanti, e che comunque, a prescindere dalle sanzioni, realisticamente tanti individui singoli, o famiglie non potranno pagare, forse sarebbe il caso di tenere realmente a cuore le sorti di tanti cittadini che in momenti di sconforto totale, senza lavoro, giovani senza futuro, anziani e vedove che stentano a sopravvivere, potrebbero fare dei gesti che successivamente trovano pubbliche parole di scuse e di scaricabarile. Sui rifiuti una ulteriore considerazione, dopo circa venti anni, in Campania, dopo il decesso per tumori di un numero enorme di bambini, uomini e donne, si è fatto ciò che era stato richesto allora. Scavare a circa venti metri di profondità per trovare la più grande discarica d’Europa, con le micidiali scorie nucleari.
Oggi si cercano dei siti per le isole ecologiche nel nostro comune, iniziativa validissima, ma è opportuno sin dall’avvio effettuare seri controlli, per evitare tragiche sorprese. Ancora oggi, non è chiaro il problema delle nostre spiagge e delle sue strane colorazioni, mentre in acqua alcuni giorni è meglio non metter piede.
Amministrare un comune è realisticamente difficile, a prescindere dagli inevitabili avvisi di garanzia, ma un comune dove il deficit è ancora sconosciuto o indefinito, dove i servizi sono ormai al minimo, dove i cittadini in gran parte, a prescindere dal colore politico se potessero porrebbero fine ad ogni gestione politica, di destra o di sinistra, perché già ci si accapiglia con insulti, acredine, per andare a governare che cosa?
Amministrare è servire, questa parola è scomparsa da tempo dal vocabolario dei nostri politici, di ogni ordine e grado.
Una riflessione interessata sulla sanità: è stato nominato per la nostra regione un commissario, ebbene la parola d’ordine che circola è la solita ”tagliare”; attualmente trovare un posto negli ospedalo è il classico terno al Lotto: si chiede di prescrivere sempre meno farmaci, bisognerà ricorrere alle pozioni magiche. Eseguire una risonanza magnetica implica una ricerca spasmodica ed un iter burocratico, personale medico ed infermieristico insufficiente da anni, ma non si provvede ad alcuna assunzione.
Mi chiedo: «Ma per fare tutto ciò era necessario far venire, e pagare, un ingegnere in pensione da altre regioni?»
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