Nota diramata da Francesca Gabriele (autrice dell’articolo)

pane calabreseLe medaglie vinte sono due: la prima è d’oro, la seconda è di bronzo. Premiato, al premio nazionale Roma, il panificio di Cuti con sede a Rogliano, nel Cosentino. I quattro imprenditori Vincenzo Gallo, Antonio Alessio e Gianfranco Bruno capitanati dal fondatore, Pino Bruno, festeggiano così i primi trent’anni della loro attività, tenuta a battesimo dalla nonna dei fratelli Bruno e dalla mamma di Alessio, oggi, purtroppo scomparse, che hanno trasmesso la propria arte a quei giovani che volevano crearsi un lavoro.

Medaglia d'oroUn lavoro nato con tante difficoltà, in pieno boom economico, quando il pane fatto in casa si avviava al tramonto, ma non per molto tempo. Col tempo, infatti, iniziano ad arrivare i clienti, che attraverso il loro passaparola portano questo prodotto ad essere conosciuto fuori dai confini del Savuto tanto da destare l’interesse dei giornali nazionali e dei programmi Rai e non solo. “Profumo  intenso, eccellente gusto persistente e unico tipico di un pane fatto con lievito madre e cotto in forno a legna, tipica pratica della zona” si legge nella motivazione che ha portato alla consegna della medaglia d’oro, nella capitale, per la produzione dell’innovativo pane senza sale.

pane calabreseMedaglia di bronzo sempre per il casareccio di Cuti, un rione storico della periferia roglianese che ha tenuto a battesimo il panificio che oggi occupa oltre ai quattro soci numerosi dipendenti contribuendo così ad arginare la piaga della disoccupazione nel Cosentino. Trent’anni fa, mai e poi mai, Pino Bruno, avrebbe scommesso di vedere i propri figli e i figli dei soci, legati da vincoli di sangue, impegnarsi per prendere in mano quanto preparato a suon di lavoro, sacrifici e sudore.

Primo e terzo posto per il pane calabrese in gara a Roma ultima modifica: 2015-06-10T18:21:57+02:00 da Redazione
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