L’ossessione del confronto potrebbe essere alla base della presunta “sfortuna” che, sempre più spesso, si starebbe accanendo contro l’amministrazione di Basilio Ferrari.

Per quanto il sindaco paolano s’affanni a cucirsi su misura degli eventi, allontanando da se ogni possibile paraluce, ogni occasione utile a mostrarsi come l’uomo solo al comando non starebbe portando gli effetti sperati.

Probabilmente perseguitato dalle immagini dei suoi principali antagonisti, Roberto Perrotta da un lato e Graziano Di Natale dall’altro, il primo cittadino ne avrebbe bandito persino la pronuncia dei nomi in occasione di appuntamenti pubblici. Figurarsi la presenza.

E così sarebbe capitato anche per la cerimonia riservata al Santo Patrono, celebrato per la salvifica intercessione operata il 14 luglio del 1767 in occasione del terremoto che avrebbe potuto radere al suolo la città, laddove il primo cittadino paolano ha condiviso la sua immagine pubblica con Francesco Nolè (Arcivescovo Metropolita di Cosenza-Bisignano) e con Giacinto Mannarino (sindaco longobardese e concittadino di San Nicola Saggio). A quanto pare, considerando la rilevanza pubblica dell’evento, a nessuno degli organizzatori sarebbe venuto in mente di invitare il consigliere provinciale Graziano Di Natale, rappresentante di un’istituzione che a Basilio Ferrari è sfuggita a causa del presunto tradimento, operato da alcuni “franchi tiratori”, della sua stessa maggioranza.

Il riproporsi di questa diaspora, stigmatizzata negativamente da tutti i sindaci paolani che lo hanno preceduto, non starebbe giovando al carisma di Ferrari. Perché in ogni occasione in cui avrebbe imposto il suo veto, al giovane sindaco non ne è andata bene una.

Ciò che, per l’ennesima volta, avrebbe determinato una reiterazione del flop di questa forma d’ostracismo istituzionale, sarebbe stato un momento di condivisione mal gestista dall’entourage che si occupa dell’amplificazione multimediale dell’immagine del sindaco. I fatti si sarebbero svolti secondo una dinamica che, agli occhi dei tanti presenti, avrebbe assunto i tratti grotteschi di una vendetta “a posteriori”.

Come un fantasma, l’ex sindaco Roberto Perrotta sarebbe apparso sullo schermo allestito per proiettare un filmato celebrativo del Santo, un mix di immagini e musica che sarebbero dovute scorrere per l’intrattenimento dei presenti e che – pare per un errore di caricamento – s’è tramutato in un “amarcord” nel quale colui che venne etichettato come il “sindaco monaco”, reiterava i gesti votivi che lo hanno reso celebre. Un fatto indigeribile per Basilio Ferrari ed il suo staff, pronto ad affannarsi per stoppare la proiezione ma troppo in ritardo per non lasciare impressa, nella mente dei presenti, la traccia audiovisiva di un’epocale situazione comica.

[Paola – INFIORATA] Ferrari fa partire il video ma “appare” Roberto Perrotta [Di Natale ancora “escluso”] ultima modifica: 2015-07-17T13:16:43+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.