“Errare è umano, perseverare è diabolico”. Questo antico proverbio, pronunciato spesso finanche dai maestri di scuola, è il preambolo ideale per comprendere se – come paventato da alcune indiscrezioni trapelate dall’ultima riunione di giunta – presso l’esecutivo di Basilio Ferrari alberghi o meno un “genio maligno”, che orchestra continuamente manovre per trascinare l’amministrazione dalle parti che ritiene convenienti.

Dalle confidenze raccolte intorno alle stanze che fanno da teatro ai conciliaboli assessoriali di questa maggioranza, sembrerebbe che qualcuno ci sia “ricascato”, riproponendo – in maniera sconosciuta persino ai suoi referenti consiliari – l’approvazione di una delibera con la quale ratificare la sperimentazione di un autovelox a postazione fissa sul territorio cittadino.

La questione, posta in questi termini, sarebbe pericolosa persino per la prosecuzione stessa dell’esperienza amministrativa di questo centrodestra. Perché identica sarebbe la mano redattrice del documento, identica quella che lo avrebbe presentato (diversa da quella che lo avrebbe scritto) ed identiche le cifre e le tempistiche per metterla in atto.

In tutto, sempre secondo i ben informati, qualcosa del tipo: 90 giorni di installazione alla modica cifra di 1.500 euro al mese. Nove milioni delle vecchie lire che verrebbero sborsate dalle casse comunali, rimpinguate dai cittadini, per installare dispositivi di controllo che – in caso di infrazione – andrebbero a gravare (statisticamente) sui paolani stessi. Con buona pace di chi, durante una pubblica adunanza nell’aula “Lo Giudice”, si era fatta promotrice di strategie atte all’alleviamento della pressione fiscale, arrivando a lamentare una situazione al limite del tartassamento.

Su tutto ciò graverebbe anche una missiva, pervenuta da un mittente afferente all’industria dei macchinari per la misurazione della velocità con sede in nord Italia, che avrebbe lamentato il mancato rispetto delle procedure atte a definire la designazione dell’appalto.

Secondo costoro, nella proposta di deliberazione ripresentata, comparirebbe una ditta scelta attraverso il meccanismo dell’assegnazione “diretta” che, anche procedendo secondo una dinamica condizionata dalla “via sperimentale”, costituirebbe un grave vizio di forma nei confronti di chiunque volesse entrare in concorrenza.

La società settentrionale che avrebbe scritto all’amministrazione, non si sarebbe limitata solo ad evidenziare questi aspetti, sarebbe addirittura andata nello specifico, evidenziando problematiche legate al tratto preso in considerazione per installare le postazioni fisse di un autovelox basato, pare, sulla logica del calcolo di velocità media (quindi, a tutti gli effetti, un “tutor”), caratterizzato da troppi innesti ed incroci.

Se le cose dovessero stare proprio in questi termini, le considerazioni automatiche dovrebbero convergere su due aspetti. Il primo relativo al fatto che i paolani pagherebbero per essere multati, il secondo – forse più “curioso” – collegato alla malcelata autonomia di un assessore rispetto ai dettami del suo partito, perché forse inglobato da un feeling con un collega di giunta che – come lui – non darebbe conto a nessun elettorato.

Paola – Riproposta la delibera per “fare cassa” con l’autovelox? ultima modifica: 2015-07-30T10:45:02+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.