sabato , 22 Febbraio 2020
Incidente mortale sulla ss18

Incidente mortale sulla ss18. È ora di cambiare qualcosa

L’ennesima morte sulla statale 18 è una sconfitta collettiva. L’ennesimo schianto fatale, lungo un tratto di strada contraddistinto da una “pericolosità emotiva” (che i guidatori possono solo avvertire come conseguenza di un’esperienza “di passaggio” e non verificare attraverso una segnaletica “allarmante”) è uno schiaffo che condividono insieme i cittadini, le autorità ed il gestore del manto asfaltato.

Sono anni che la ss18 sta manifestandosi come “strada della morte”, sono decenni che il primo incrocio tra Paola e San Lucido rappresenta un buco nero che risucchia vite umane.

Incidenti a raffica, rottami sparsi per strada, tracce di sangue e lamiere contorte. Shock, ferite, mutilazioni e traumi che non potranno mai essere superati.

Da ieri sera una casa ha perso il suo angelo del focolare, da ieri sera una figlia chiamerà: «Mamma»; senza sentirsi più rispondere. Da ieri sera altre due donne vivranno con il ricordo di un botto pauroso che ha causato una vittima.

Indipendentemente dalle responsabilità, che sicuramente emergeranno dai rilievi – come al solito “prontamente effettuati” dagli inquirenti – ciò che lascia l’amaro in bocca è la ciclicità del fenomeno.

Che ci siano o meno vittime, quell’incrocio è pericoloso. Probabilmente la sua pericolosità andrebbe segnalata meglio. Forse dovrebbe intervenire Sua Eccellenza il Prefetto. Sicuramente dovrebbe essere affrontato con maggiore perizia dagli automobilisti. Di certo c’è che, da ieri, l’ennesima morte ne certifica la necessità di un rimaneggiamento.

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