Con il crescendo delle presenze, determinato dal clima vacanziero dell’estate, la viabilità che conduce al Santuario di San Francesco necessita di particolari accortezze che i vigili urbani, da soli, non potrebbero supportare.

Pertanto, la disposizione della “transenna” lungo la carreggiata è ormai un assunto con il quale ogni automobilista sta trovandosi a fare i conti. Il varco che conduce al Santuario, da molto tempo ormai, è sorvegliato dai membri dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Tuttavia, intorno all’opera di costoro, starebbero addensandosi critiche da parte dei visitatori e, qualche guidatore, sarebbe incappato in accese discussioni verbali, arrivando al punto da temere per la propria incolumità.

Stante la testimonianza della sig.ra Maria Ada Pizzini, che ha vissuto l’ultima interazione con qualcuno (in borghese) affiancatosi ad una donna con la divisa dell’associazione, poco è mancato che fosse potuto accadergli qualcosa di molto spiacevole. Dinnanzi agli occhi di almeno un testimone, e sotto lo sguardo innocente del suo bambino, la donna sarebbe stata coinvolta in un violento alterco. L’oggetto della discussione avvenuta dall’ingresso per il Santuario fino a sopra il piazzale antistante la Basilica, sarebbe scaturito dal divieto di salire con la macchina, accompagnato – pare – da una serie di insulti e presunti tentativi di spintonarla che mal si sposerebbero con la sacralità del luogo.

Queste le parole della donna: «Il signore in borghese ha incominciato ad insultarmi dicendomi: “non ti sputo perché t’improfumo”; ha cercato di mettermi le mani addosso per picchiarmi e dicendomi a voce alta di imparare l’educazione e che loro hanno il permesso del Comune di Paola a poter far servizio. Sono veramente stanca e vergognata di essere paolana».

L’Associazione Nazionale Carabinieri operante su Paola (ma con sede a Fuscaldo), sul sito del CSV Cosenza (almeno nell’area riservata a quelle appartenenti al “Tirreno”) non è censita. Tuttavia, nel documento statutario disponibile su internet è stato possibile leggerne alcuni, interessanti, articoli. Ad esempio, il sesto, laddove è menzionata la motivazione per cui «Non possono far parte dell’Associazione e, se soci, ne vengono radiati coloro che […] abbiano riportato condanne definitive per delitto doloso». E dove, inoltre, è menzionato il punto relativo al fatto che «[…] tutti i soci che siano stati rinviati a giudizio per delitto doloso o sottoposti a misure restrittive della libertà personale sono moralmente impegnati ad autosospendersi dalla qualità di socio, in caso contrario si provvede d’ufficio».

Tutto ciò, è stato tenuto in considerazione per coloro che operano su Paola e che, paletta alla mano, si presentano all’attenzione di chi vuole visitare il Santuario?

Paola – La gestione del traffico per il Santuario sembra carente [Donna insultata allo sbarramento] ultima modifica: 2015-08-20T20:09:10+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.