Nota diramata dagli organizzatori

La Rete dei Beni Comuni da mesi lavora sul territorio con la finalità di sviluppare alcuni progetti in grado di incentivare la rinascita culturale e sociale della nostra città. Essa è un luogo di sintesi e proposta, un laboratorio collettivo di idee in cui tutti, indistintamente, possono dare il proprio contributo. Quella dei “beni comuni”, del resto, è una realtà nuova e poco conosciuta, intorno alla quale basare la costruzione di un futuro in cui i cittadini costituiscono parte attiva nella vita del paese. Occorre dunque preferire il valore delle buone idee all’individualismo e protagonismo a cui la solita politica ci ha abituati. Nella Società dei beni comuni sono direttamente i cittadini a prendersi cura dell’enorme patrimonio storico, culturale, ambientale e umano, promuovendo stili di vita innovativi ed inclusivi, dove nessuno è posto ai “margini” ma è parte inscindibile di un unico nucleo vitale rappresentato dall’intera comunità. È nello spirito dell’associazione includere nel progetto quanti credono nella possibilità reale di cambiare la società, partendo dalla base, dando voce al buon senso e allo spirito di rivalsa. Ogni sforzo, ogni energia deve essere concentrata per la costruzione di una comunità in equilibrio col territorio ed in grado di fornire soluzioni ai tanti problemi che quotidianamente ci preoccupano. A tal proposito, la Rete dei Beni Comuni ha individuato cinque macro-aree collegate a finanziamenti diretti della Comunità europea, attraverso cui sviluppare progetti rivolti alla collettività. Ufficialmente questo percorso, da realizzare in maniera integrata e condivisa, sarà presentato in occasione del Forum che si terrà a Badia lunedì 10 agosto dalle ore 21:00. Il nostro è il tempo del coraggio, dove la ripresa non può che passare attraverso scelte chiare, razionali e mirate. Due sono le possibilità che ci vengono offerte: accettare le condizioni in cui viviamo o assumerci la responsabilità di cambiarle. La nostra speranza più grande è che anche la cittadinanza si possa risvegliare dal torpore nel quale è stata relegata da una classe politica in grado solo di alimentare clientelismo ed assistenzialismo sociale. Non siamo numeri e non siamo stati prodotti “in serie”, è arrivato il momento di lasciare una traccia, di contribuire attivamente ed in prima persona a questo processo di cambiamento e riscossa civica. La ripresa economica, sociale ed occupazionale dipende da noi e dalla nostre capacità di pensare e costruire una città vivibile e a misura di cittadino.

[Paola] La Rete dei Beni Comuni prospetta la Città che sarà ultima modifica: 2015-08-10T08:40:13+02:00 da Redazione
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