Con una nota puntuale, gli attivisti del movimento extraconsiliare “Cambia Paola”, hanno immediatamente stigmatizzato il fattaccio delle larve d’insetto ritrovate, “nel” mare, dall’ormai celeberrimo sorvegliante della costa cittadina: Roberto Pennestrì. Pubblicando alcune foto sulla propria bacheca internet, il gestore del lido che s’è reso protagonista di una occupazione dei binari (ripresa prontamente dal corrispondente di quotidiano che ha registrato oltre 35.000 visualizzazioni in poche ore) cui è seguito un affettuoso e polemico flash mob sulla riva, ha condiviso la sua meraviglia con tutti i suoi potenziali seguaci. Con tutto il mondo ha spartito la domanda: «Amici Buon Pomeriggio. Ore 14, la corrente marina gioca brutti scherzi. Mi sapete dire di cosa si tratta?».

E giù commenti, considerazioni e risposte. Siccome non poteva mancare quella di “Cambia Paola”, corroborata dagli allegati di tutti gli articoli di giornale che si sono occupati della faccenda, eccola di seguito: «Le larve d’insetto – scrivono – infestano l’acqua stagnante. Se le trovi in mare è forte il sospetto che la vasca di un depuratore, dopo essere stata lasciata a fermentare per qualche giorno, è stata scaricata poche ore prima senza essere trattata. Buona l’idea della commissione consiliare d’inchiesta, anche per stanare i consiglieri comunali che preferiscono essere amici di tutti. Patetica la nota dell’amministrazione, che tenta di spacciare una consulenza tecnica per il processo Smeco (che, dunque, limiterà la propria indagine al 2012) per un’iniziativa che tuteli il mare nel futuro. Intanto ancora aspettiamo la risposta alle nostre 10 domande su LaoPools, Trasparenza e ciclo delle acque. Fra poco saremo a settembre, quindi anche quelli che “ad agosto meglio non parlarne …” – concludono – potranno dedicarcisi senza troppi sensi di colpa. O no?».

Una nota al fulmicotone, vicaria di interrogativi “pesanti”. Tutti sarebbero tirati in ballo: maggioranza, minoranza e burocratica gestione.

Per capire il motivo che avrebbe causato una tale sortita, è stato necessario “ficcanasare” altrove, fino a giungere alla più amministrativa delle amministrative bacheche internet, quella di Basilio Ferrari. Il sindaco di Paola infatti, solo tre giorni fa, ha scritto: «In seguito alla riunione tenutasi a Paola con tutti i comuni costieri del tirreno cosentino il 12 marzo 2015 ho conferito incarico a cinque alte professionalità […] al fine di studiare lo stato di salute generale del nostro mare ed il fenomeno della cosiddetta “mucillagine”, indagare sulle cause di eventuale fonti di inquinamento, quantificare eventuali danni economici derivati all’industria del turismo. I dati scientifici che saranno acquisiti entro il 15 settembre saranno utilizzati all’interno del processo Smeco nel quale Io sono costituito parte civile e come base per eventuali azioni da intraprendere. Questo è il mio metodo per affrontare i problemi e cercare soluzioni, probabilmente più sobrio e meno clamoroso di altri ma non per questo meno efficace e/o tempestivo. A ciascuno il suo».

Differenziazione necessaria?

Il caso delle LARVE NEL MARE DI PAOLA diventa “politico” ultima modifica: 2015-09-01T11:13:24+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.