L’ultimo consiglio comunale appena trascorso, probabilmente, ha sancito delle demarcazioni che – alla luce delle tante ipotesi sorte in merito alla possibilità di una caduta dell’amministrazione attualmente in carica – potrebbero sancire la definitiva “rottura” di alcuni assi trasversali sorti nel corso degli ultimi mesi a Paola.

Non è un mistero, infatti, che il partito rappresentato nell’aula “Lo Giudice” dalla presidente del consiglio Emira Ciodaro (il Pri provincialmente guidato da Sergio Stancato), fosse in un’orbita tale da averlo precocemente proiettato nella sfera d’interesse del Pd. Basti ricordare il periodo immediatamente precedente e quello direttamente successivo alla scorsa campagna elettorale per le regionali, quando tutti gli esponenti di spicco dei repubblicani presenziavano – a vario titolo – agli incontri volti al favore della candidatura di Mario Oliverio. Francesco Aloia (all’epoca non ancora espulso) era ospite fisso di Carletto Guccione, mentre lo stesso Stancato è apparso spesso al fianco di Maria Francesca Corigliano e, in seguito (in compagnia della presidente Ciodaro), ha preso addirittura parte al PDay, tenutosi in città lo scorso primo aprile.

Un asse che sembrava presagire equilibri innovativi in vista di un ipotetico “affiancamento” da offrire in supporto all’eventuale candidatura di Graziano Di Natale a sindaco di Paola.

Invece, dopo il duro intervento operato in aula dall’unica rappresentante repubblicana del consiglio, le cose sembrerebbero essersi disposte diversamente.

Entrando nello specifico della questione è necessario riportare alcuni estratti del discorso di Emira Ciodaro, laddove le parole sembrerebbero suonare come un “de profundis” nei confronti dell’ipotetica alleanza con la frangia del Pd di cui Di Natale è capogruppo consiliare.

«Il nostro paese – ha detto Emira Ciodaro nel corso del suo intervento – è un paese in dissesto. Con un baratro economico. Per cui è dovuto intervenire il ministero e, attenzione, la cosa grave è che c’era la consapevolezza dei misfatti che venivano compiuti». Fermando il discorso a questa asserzione, tanto basta per decretare un mirabolante attacco all’assessorato al bilancio dell’amministrazione precedente, quella guidata da Roberto Perrotta, che nella sua ultima fase è stato gestito da Francesco Città (segretario cittadino del Pd e pupillo di Graziano Di Natale). Dando per certa la “consapevolezza dei misfatti che venivano compiuti”: in un sol colpo Emira Ciodaro ha posto Di Natale nel gruppo dal quale il consigliere Pd ha sempre cercato di mantenere le distanze.

Il tutto è stato successivamente aggravato dalla considerazione riservata ad un’espressione utilizzata proprio da Di Natale nel corso del suo intervento. «Ma come si permette – ha detto la Ciodaro – chiunque, ad alzarsi e a dire: “bilanci falsificati”? (il riferimento diretto è proprio al consigliere provinciale, che ha usato questi termini riservandoli a ciò che Ferrari e la sua maggioranza hanno successivamente deliberato, ndr)».

Facendo di tutta l’erba un fascio, senza un opportuno distinguo, la Ciodaro ha di fatto messo in chiaro una sua presa di distanze, sancendo – forse – il tramonto dell’asse con Di Natale.

La Ciodaro attacca duramente Di Natale in consiglio: è rottura? ultima modifica: 2015-09-23T19:48:04+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.