La politica, come qualche aforisma recita, è “l’arte del possibile”, dove tutto e il contrario di tutto trovano spesso lo stesso spazio. Pertanto, se si accettasse questa definizione, non sarebbe consentito alcun margine per lo stupore.

Da quando il governo nazionale è stato affidato ad un premier nominato sulla spinta di percentuali “europee”, seguace di una pratica impiantata nella scia di un predecessore bocconiano, celebre per il memorabile acuto di un suo ministro piangente alla pronuncia della parola: «sacrificio»; tutte le forze politiche hanno cercato la quadratura di un cerchio di difficile calcolo.

Sotto la spinta di questo cambiamento, è entrato in crisi il bipolarismo maggioritario e sono nati partiti e partiticchi che hanno stravolto la fisionomia delle due frange generali della rappresentatività italiana. Ciò ha causato la morte del Pdl e la “muta” del Pd, con il primo investito da uno sfarinamento che ha riportato in auge Forza Italia e creato il Nuovo Centro Destra, attraverso una diaspora che ancora non accenna a placarsi e che continuerà ad espandere la sua eco fino ai capillari più stretti della politica locale.

Le contorsioni generate da questo movimento hanno comportato coliche sparse in tutto l’elettorato, dando comunque conferma al gattopardiano monito: «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi». Perché in effetti, nonostante tutto sia mutato, gli equilibri sempiterni della democrazia postbellica italiana, sono rimasti intatti. A Roma il Pd governa con il Ncd e pare che, prossimamente, lo stesso possa accadere a Cosenza. Quindi, perché stupirsi all’eventualità che una situazione simile possa avere luogo anche a Paola?

Come tutti sanno, nella città del Santo opera un politico che da anni è presentato come “sempreverde”, capace di azzeccare costantemente la strada maestra per restare in sella e indomito al punto da conservare la sua autonomia anche dinnanzi alle scelte politiche effettuate da quelli che, al momento, sono gli esponenti politicamente rappresentativi della sua famiglia. Questi è Lucio Sbano, medico stimatissimo e professionista serio, membro dell’assemblea nazionale del Ndc che, dopo la parentesi nel Grande Sud e l’apparentamento forzista dei suoi due congiunti presenti nella maggioranza di governo cittadino, potrebbe aver trovato la formula per svincolarsi dall’assetto determinato dalle scelte di Ferrari.

Seguendo le direttive del suo partito, il “vecchio leone” potrebbe aver dato luogo ad una trattativa con il Pd di Graziano Di Natale che, secondo indiscrezioni, avrebbe scelto lui ed il collega Sergio Stancato come pilastri su cui basare la sua eventuale candidatura a sindaco. Un’ipotesi suggestiva che troverebbe suffragio nel recente e “centrosinistro” impegno per le regionali, messo in campo dal segretario provinciale del Pri. Se, come pare stia accadendo per Cosenza, l’assetto dovesse impiantarsi su una pedissequa riproposizione dei meccanismi “romani”, la coalizione in supporto alla candidatura di Di Natale potrebbe assumere dimensioni tali da imporre riflessioni serie sia a Ferrari che a Perrotta. Pd, Ncd e Pri, un’alternativa inaspettata che sarebbe pronta a qualsiasi confronto.

Tuttavia, a strettissimo giro, proprio Graziano Di Natale ha spiegato il suo punto di vista.

«Sebbene le logiche nazionali siano da sempre la guida per la gestione del partito – ha dichiarato il consigliere provinciale – ci sono circostanze nelle quali la legge generale non si applica ai casi particolari. Perché mai come nella situazione attualmente attraversata da Paola sarà necessario operare dei distinguo. Sebbene il Ncd non compaia nella compagine in appoggio alla maggioranza contro cui, da ormai tre anni, sono portato a contrappormi, è probabile che la sua quiescenza non rappresenti la misura di un impegno politico comunque profuso. Per quanto al Partito Democratico paolano interessi sovvertire lo status quo, non è detto che per farlo bisogni agire ad ogni costo e con chiunque. Purtroppo la situazione attualmente vissuta in città non è delle migliori, con un esecutivo che sta apprestandosi a ratificare un dolorosissimo strumento finanziario, al quale potrebbero essere acclusi un milione e seicentomila euro di debiti fuori bilancio che si intenderà mitigare con un mutuo possibile solo grazie a Renzi. Forse, tra tutti, questo è l’unico aiuto che il partito più grande del centrosinistra può permettersi di fornire ad una coalizione di centrodestra, perché altri tipi di stampelle non sono assolutamente elargibili né tantomeno saranno richieste qualora ci dovesse essere una chiamata anticipata alle urne. Come vado dicendo da tempo – ha continuato il consigliere provinciale – l’attuale assetto di noi democratici è tale che, le persone perbene, i cittadini paolani, a momento debito sapranno di potervisi riferire senza dover temere alcun voltafaccia o accordo sotto banco. Personalmente auspico che da qui al momento delle elezioni ognuno possa valutare quanto di buono stiamo portando avanti e che, senza pesi alle spalle, saremo in grado di concretizzare con le nostre forze. Ovviamente, tenendo ben presenti i curricula di tutti coloro che nel frattempo – ha concluso Di Natale – intenderanno affiancarci».

Una presa di posizione che però non ha convinto pienamente altri soggetti politici che, come il Pd, cercano di raccogliere consensi nell’alveo del centrosinistra.

L’Idm capitanata a Paola da Francesco De Cesare, ha chiosato ironicamente sulla sortita democratica relativa al quadro delle possibili alleanze in vista di future elezioni. Traendo spunto da ipotesi riguardo accordi tra il Pd e forze attualmente nella maggioranza di Ferrari, gli “italomeridionali” hanno commentato: «È facile smentire accordi con Ncd visto che non ha rappresentanza in consiglio. Mentre smentire accordi con il Pri diventa molto complicato».

A ciò s’è aggiunta l’opinione del movimento politico-culturale “Vivere Paola”, che con Franco Fedele ha posto la domanda «a chi intende fare alchimie politiche incomprensibili a Paola: si alleerà con il Pri rappresentato in città da consiglieri comunali che appoggiano convintamente l’attuale maggioranza Ferrari-Sbano?»

[Paola] Cosa accadrebbe se il PD pensasse (anche) al Ncd? [Risponde Di Natale, ma pure altri] ultima modifica: 2015-09-18T21:05:16+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.