Ancora una volta, la cronaca è semplicemente la constatazione di un dato di fatto che – come sovente è accaduto in questo triennio di sindacatura Ferrari – stona parecchio con le fantasiose premonizioni amministrative palesate in ogni dove da chi governa la città.

Non se la prenda pertanto nessuno se, alla luce dell’autunno incalzante, alcuni avveniristici e basilari progetti messi in atto stanno naufragando (per non scrivere “franando”) sotto la spinta degli elementi.

Dopo la recente presa d’atto relativa alla procedura debitoria “fuori bilancio”, certificata dalla determina a firma del vicesegretario e conseguente la “straordinaria” operazione di conversione degli operatori della telefonia a carico del comune (da Telecom a Fastweb e poi, di nuovo, a Telecom), il mirabolante cambiamento auspicato dal sindaco Ferrari sta iniziando a subire finanche le aggressioni della natura. Se la precedente stonatura era rimasta confinata all’albo pretorio (lontana dagli occhi di chi vive la città “per strada”) la recente bocciatura è tale da non poterne neanche occultare un millimetro. Perché si tratta di un fenomeno di palese e fisico “sprofondamento”, avvenuto internamente all’area di parcheggio più reclamizzata dell’ultimo quindicennio.

Presentato nei mesi scorsi come «svolta epocale» dallo stesso sindaco Ferrari, che adoperava quest’espressione commentando gli aggiornamenti proposti a riguardo dal vicesindaco Sbano, il famigerato parcheggio già l’altro ieri era stato interessato da una “nastratura” delimitante, che ne ha ridotto l’area di almeno un terzo. Questa evenienza, preventiva rispetto al fenomeno verificatosi successivamente nella nottata di ieri, ha probabilmente evitato qualche grattacapo ai cittadini paolani. Perché di fianco al “teorico” recinto, la terra di riporto usata per colmare il vuoto tra l’area di parcheggio e il muro di supporto alla strada che costeggia “Parco Europa”, ha iniziato a collassare.

Il terreno, in prossimità dei pozzetti che affondano per quasi quattro metri, ha subito una flessione quantificabile (ad occhio) in almeno 40 centimetri. Una bella fossa dalla quale uscire se qualcuno (magari un’automobilista con famiglia al seguito) ci avesse parcheggiato la propria vettura. Un grosso pericolo per chi, di propria tasca, ha contribuito a quella appianatura effettuata con soldi pubblici su terreno privato. Una bella figura per chi, non molto tempo fa, si è reso autore di siffatte frasi: «Puliamo e bonifichiamo il centro della città!!»; «Guardate come erano ridotti 10000metri quadrati di terreno in pieno centro da oltre 15 anni!! ‎Noi Andiamo Avanti… ‎Provate a prenderci»; «State sereni… Non ci fermiamo!! I cavalli di razza si vedono al traguardo non alla partenza!».

Come chiunque ha avuto modo di notare, a Paola è piovuto. Per la prima volta e dopo tanto tempo, Giove pluvio ha lasciato scorrere sulla Città del Santo una prima e consistente “lavata di faccia”. Nulla di preoccupante per quanto riguarda la portata, ma abbastanza per distinguere l’intermedio di un “cavallo di razza”. Menomale che l’area in questione non sia stata ancora asfaltata, altrimenti chissà quanto altro denaro pubblico sarebbe andato sprecato.

Paola – Il Parcheggio dei « Cavalli di razza » sta sprofondando ultima modifica: 2015-09-16T20:36:54+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.