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Così Paola ha salutato Antonio Eboli, «Uno degli ultimi»

La morte di Antonio Eboli, “Nuzzo”, ex sindaco di Paola e politico di lungo corso, ha posto la città dinnanzi ad uno specchio. Di fronte alla sua storia ed alla sua provenienza che, indipendentemente dai colori politici, è storia di una “appartenenza” filiale. Primariamente a quel Padre che l’anno prossimo festeggerà il suo seicentesimo compleanno, secondariamente a quei “genitori” che – nel corso del tempo – si sono alternati ad amministrarla, abitarla e amarla. Paola ieri, come una figlia, ha celebrato il funerale di un suo genitore, di uno di quelli che le hanno dato vita, plasmandola e issandola su principi morali inalienabili. Un padre che ha contribuito a fare di lei “quella che è”, e non quella che potrebbe “anche” essere.

La Paola “che è”, ieri ha attraversato l’ingresso dell’aula “Lo Giudice”– sede, in municipio, del Consiglio Comunale – passando dinnanzi al feretro di un suo cittadino, certa che fu anche un “primo cittadino”.

antonio eboli
La Camera Ardente allestita nell’aula “Lo Giudice” (sede del Consiglio Comunale di Paola). Clicca ed espandi.

È passata con gli occhi lucidi ma col sorriso sulle labbra, consapevole che l’età “veneranda” è stata il giusto premio di una vita moralmente incorrotta. Una vita esemplare che molti paolani, tanti colleghi giornalisti, hanno testimoniato con i loro racconti, rilasciando sul posto tanti ricordi quanti non bastano pagine di biografia per elencarli.

La dipartita di Eboli ha suscitato un sentimento d’affetto profondo, di perdita sentimentale difficilmente recuperabile. L’espressione ricorrente che anticipava tanti sospiri è stata: «Uno degli ultimi».

Perché Nuzzo Eboli proveniva da un secolo in cui il termine “Politica” rappresentava il sigillo dell’onestà, perlomeno quella “intellettuale”, quell’integrità che fa riconoscere un uomo e la sua posizione nel mondo. Una collocazione che Antonio Eboli aveva trovato nella dottrina socialista, che vedeva il popolo come “colui che premia” con la sua fiducia e non come “colui che mendica” di essere amministrato. È stato un sindaco amato, che ha governato Paola in un periodo d’assestamento, quando l’entusiasmo per il boom economico iniziava a fare i conti i primi scricchiolii dell’italica democrazia. Ha saputo farlo, perché a quel tempo e per qualche altro anno ancora, Paola si confermò perla del Tirreno, polo d’attrazione provinciale capace di tenere testa persino a Cosenza. La Paola della politica nazionale, che aveva voce in capitolo in ogni sede, che invitava e riceveva continuamente visite di esponenti apicali di ogni partito presente in Parlamento. E con ogni segretario, ministro, senatore o deputato di passaggio, all’epoca Paola si confrontava alla pari, sfoggiando i “suoi” ragazzi, politici di razza capaci di dare “filo da torcere” a chiunque. Persone che da questi interscambi di idee ed esperienze tiravano l’acqua per il mulino della città.

Aver avuto la fortuna di parlargli prima di scrivere un articolo, è stata la possibilità di comprendere che Nuzzo Eboli è stato uno di quella generazione, «Uno degli ultimi» che – amando Paola – l’ha fatta grande.

Buon viaggio Sindaco.

About Francesco Frangella

Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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