Nel dinamismo inarrestabile che la politica paolana sta attraversando in quest’ultimo periodo, è difficile focalizzare lo sguardo su un’unica immagine. Talmente collegate le une alle altre, tutte le questioni appaiono inseparabili tra loro, influenzate da un reciproco “effetto domino” che – almeno nell’ambito del centrosinistra – si manifesta in una ridda di reazioni ed indiscrezioni pronte all’uso della strategia elettorale.

E così accade che, se da un lato si discute e si tratta, dall’altro s’attende e si pianifica, se gli uni tentano “colpi”, gli altri sono pronti a pararli. C’è chi gioca di anticipo e chi sta aspettando l’ultimo momento, chi s’è visto senza guardarsi e chi s’è parlato senza ascoltarsi. Chi, dopo anni di reciproca indifferenza è tornato a rivolgersi cordialità (come Piero Lamberti e Roberto Perrotta) e chi, dopo promesse di compattezza s’è disgregato (come pare sia accaduto a “Prospettiva Comune”, il cui punto di vista si sarebbe accorciato e la cui missione non sarebbe più così tanto “collettiva”).

Come un moto perpetuo capace di ingenerare suggestioni e allucinazioni, l’avvicinamento alle prossime elezioni amministrative somiglia sempre più al mercato estivo che anima il mondo del calcio. In buona sostanza, gli organici di tutte le formazioni che stanno predisponendosi all’assalto della poltrona su cui siede Basilio Ferrari, sarebbero già delineati. Ciò che tutti starebbero aspettando, è il famoso “colpaccio”. Ovvero l’accaparramento di quell’elemento “di qualità” (o “di quantità”), capace – a Paola – di far pendere la bilancia elettorale a suon di voti. Come fossero centravanti di razza, registi geniali o difensori insostituibili, questi catalizzatori del consenso concentrano su di sé molte più attenzioni mediatiche di quelle che dovrebbero essere riservate, ad esempio, ad una bozza di programma.

Il documento identitario di ogni proposta politica sembra essere stato relegato al ruolo di comprimario, offuscato dal prestigio dei personaggi di turno che, purtroppo, anziché ispirare discussioni su punti e progettualità, stimolano spesso soltanto il gossip.

E per trovare un argomento valido, quando ci si muove tra pettegolezzi e indiscrezioni, l’unica cosa plausibile da fare è rivolgersi ai diretti interessati. Graziano Di Natale ed Ivan Ollio sono gli esponenti di due filosofie date spesso per contrapposte ma, ultimamente, messe in parallelo da qualche animatore del “mercato”. L’idea, suggestiva, verterebbe sulla possibilità di costituire un gruppo schiacciasassi capace di fronteggiare le ostilità di tutto quanto il resto messo assieme. Ollio, sulla questione, ha risposto: «Personalmente non avrei difficoltà ad incontrare Di Natale, ferma restando la nostra base di partenza, è un interlocutore che avrei piacere ad invitare al tavolo». «Se la sostanza dell’accordo dovesse essere impiantata nel terreno sin qui proposto – ha risposto dal canto suo Di Natale – non credo sussistano i margini per far andare oltre questa che, per quanto mi riguarda, è soltanto una chiacchiera».

[Paola] Emerge la suggestione Di Natale & Perrotta. Sarà vero? ultima modifica: 2015-11-08T10:46:18+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.