Ci sono proverbi dialettali per ogni occorrenza ma, mai come in questo caso, ce n’è uno che calza a pennello per la situazione che da giorni trova spazio sulle colonne della stampa. Tradotto in italiano dovrebbe suonare pressappoco così: «Chi si mischia con le nuove generazioni, si macchia con la loro inesperienza». Il detto è, ovviamente, molto più colorito e utilizza un’immagine allegorica il cui impatto sarebbe indescrivibile senza scendere nel linguaggio scurrile, però rende perfettamente il senso della situazione che sta attraversando una neonata fazione elettorale scesa nell’arena politica paolana.

Rimasta avvolta in un fitto mistero, come prototipo coperto da un velo prima della presentazione ufficiale, la nuova creatura composta dalle anime eterogenee di tre associazioni orbitanti attorno alla “politica”, alla “cultura” e alle “elezioni”, avrebbe dovuto costituire lo smorzatore a massa risonante nella struttura del centrosinistra cittadino. Immaginata come un vero e proprio peso oscillante, capace di tener fermo il baricentro di un’ipotetica coalizione anche di fronte agli scossoni più intensi, l’iniziativa che si sarebbe voluta svelare solo all’ultimo momento è stata sonoramente anticipata da un tonfo che, propagatosi da uno degli improvvisati banchi di prova allestiti qua e la tra bar e caffetterie, ha acquistato consistenza tangibile sulle colonne di questo giornale.

Per quanto basata sulle giovani fibre nervose di ragazzi autovocatisi alla politica, l’idea di attendere l’ultimo momento per presentarsi è naufragata sulla spinta del primo alito di vento. È bastata la prima scaramuccia per mettere in moto un meccanismo di autoassoluzione da responsabilità che, probabilmente, rappresenta un vezzo strutturale per chi vorrebbe salire in sella ad un’istituzione da cui dipendono interessi collettivi. Mostrando una solerzia giovanile che ha portato alcuni dei membri del gruppetto ad intervenire scoordinatamente (ma in maniera pubblica) per smentire indiscrezioni relative alle proprie strategie, i componenti di questa sorta di coalizione associativa “politico-culturale”, stanno ora cercando di correre ai ripari, ricompattandosi per salvare il salvabile.

Partendo dal dato di fatto testimoniato da José Grupillo e confermato da Franco Serpa (ex assessore vicino alle posizioni del neonato gruppetto), riguardo la premessa discorsiva che Andrea Signorelli avrebbe formulato prima di sedersi al tavolo delle trattative elettorali, è chiaro che l’asse “politico-culturale” del raggruppamento rappresentato da quest’ultimo vorrebbe palesarsi come un’unica voce. «Questo potrebbe essere uno degli obiettivi – ha dichiarato ieri Francesco Sarpa (Paola che Vorrei) – anche se escludo che al momento sussistano le condizioni per presentarlo come un dato assodato. Per quanto mi riguarda, l’associazione di cui mi onoro di fare il presidente non ha mai delegato alcuno a parlare per nostro conto. Per questo continuo a confidare nelle rassicurazioni espressemi da Andrea (Signorelli, ndr) relativamente al suo approccio con il gruppo di Grupillo».

Rassicurazioni che però – alla luce di quanto riportato dai presenti – potrebbero essere soggette a qualche rivisitazione.

[Paola] Francesco Sarpa confida nelle rassicurazioni di Signorelli ultima modifica: 2015-11-04T20:50:01+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.