Per comprendere l’andamento del “saltato” consiglio comunale dello scorso 9 novembre, è forse pertinente partire dalle condizioni che ne hanno determinato il rinvio. Ovvero da quella missiva elettronica spedita per posta certificata che, intorno alle 18.30 del pomeriggio, sarebbe giunta all’attenzione degli organi preposti e, successivamente, ai consiglieri. Nel testo, arrecante in oggetto la dicitura: «Proposta di deliberazione relativa al Riconoscimento di Debiti Fuori Bilancio»; dopo una breve premessa introduttiva nella quale sono stati richiamati vari argomenti normativi a supporto dell’interpretazione collegiale, e dopo un elenco specifico con le cifre dei debiti da proporre in consiglio (per un totale che s’aggira intorno ai 650mila euro), i revisori hanno vergato testualmente la propria disposizione “non favorevole” alla proposta di deliberazione.

Il tutto perché «mancando i presupposti di cui all’art. 194 comma 2 del D.l.gs. 267/2000, che potrebbe comportare gli estremi di un danno erariale nei confronti dell’Ente e minare gli equilibri di bilancio relativi all’esercizio 2015».

La maggioranza, dunque, per la prima volta è inciampata in uno di quei formalismi a lei tanto cari. Perché i revisori, così come chi indice i consigli comunali e presenta i documenti sull’ultimo rintocco delle 24 ore necessarie a farli pervenire ai consiglieri, si sono presi tutto il tempo utile per inviarli quando ormai si poteva soltanto prendere atto della loro decisione senza discutere. Qualcuno, tra i banchi del centrodestra, avrebbe addirittura mugugnato lamentandosi per l’assenza del trio dai banchi del pubblico in aula, e non è escluso che possa essere inoltrato un richiamo in tal senso che, però, alla luce della naturale scadenza del rapporto tra le parti (che si esaurirà alla fine di quest’anno) rappresenta soltanto la coda polemica di una relazione dalla quale – in ogni caso – l’amministrazione Ferrari ha solo avuto giovamenti.

Quindi è per questo che, prima dell’inizio dei lavori consiliari, l’aria che si respirava nei pressi dell’aula “Lo Giudice” era tanto tesa, col sindaco attorniato da fedelissimi assessori che pendevano dalle labbra di uno sbigottito segretario. In apertura del Consiglio, la presidente Emira Ciodaro – forse per prevenire le conseguenze di un’azione paventata da alcuni membri della minoranza (il cui esposto dovrebbe essere oggetto dell’attenzione del Prefetto) – ha inteso specificare la sua versione riguardo le metodiche organizzative dell’adunanza. Non fermandosi alla semplice enunciazione della propria interpretazione, il più alto rappresentante della maggioranza consiliare è entrata nel merito delle richieste ricevute, stigmatizzandone non tanto il senso ma la provenienza, presentando i consiglieri “dubbiosi” sotto una luce probabilmente volta a minarne la credibilità. Non appena si è proceduto all’apertura dei lavori, il consigliere Silvio Buono ha chiesto ed ottenuto una sospensiva a maggioranza, precedendo nella tempistica di intervento il capogruppo Pd, Di Natale, che nel suo successivo intervento ha fatto notare la mancanza del parere dei revisori contabili sui documenti dei quali si sarebbe dovuto dibattere.

L’unico ad essere uscito bene da questa situazione, è stato proprio il consigliere provinciale che, grazie alla sua interpellanza – relativa alla mancata apposizione del parere del collegio dei revisori dai documenti inoltrati ai consiglieri – ha messo il sale sulla coda della maggioranza, costringendola a rendere pubblica la faccenda. Comportandosi da oppositore “presente”, il capogruppo del Pd, al termine dei lavori, ha inteso rivolgersi ai suoi colleghi dell’ala sinistra. «Tutti i consiglieri comunali della minoranza devono trovare il modo di stringersi attorno ad un patto per salvare la città da una cattiva amministrazione. È impensabile – ha detto Di Natale – che, esclusi gli assenti per motivi personali, le forze politiche di minoranza disertino costantemente il consiglio comunale lasciando campo libero a dei dilettanti allo sbaraglio che provocano danni al nostro paese. Bisogna porre fine a questa esperienza amministrativa».

Per il resto, chiunque voglia farsi un’idea dell’aria che si è respirata in consiglio comunale, può dedicare poco più di un minuto della sua attenzione al sintetico videoclip pubblicato di seguito.

Buona Visione

[Paola] Il Consiglio Comunale “salta” per mancanza di un parere [VIDEOSINTESI] ultima modifica: 2015-11-13T12:29:31+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.