sindaco ferrari

[Paola] “Caro Sindaco Ferrari, se le cose stanno così, dimettiti”

Lettera aperta, diramata nel pomeriggio di ieri dalla redazione del Circolo Arci “Piera Bruno” che, rivolgendosi al Sindaco Ferrari (primo cittadino di Paola), ne analizza il comportamento in merito all’ultima – gravissima – emergenza vissuta sotto la sua amministrazione. Colloquiale ma non indulgente, la pubblica epistola segna l’avvicinamento ad una posizione intransigente che, desiderosa di ambire alla chiarezza, si irradia a 360° nell’esperienza amministrativa dell’attuale maggioranza di governo cittadino.

L’asprezza del tono adoperato è indice di una maldisposta accettazione dell’attualità paolana, diluita in strascichi permanentemente polemici e fine a se stessa, aggravata dalla mancanza di qualsivoglia punto prospettico sul futuro e annichilita da un’inerzia gestionale puntata solo all’effimero ludibrio.

Se per il sindaco Ferrari la sveglia non è suonata con le dimissioni dei consiglieri di minoranza socialisti, Ollio e Perrotta (di cui tratteremo – integralmente – nel corso del pomeriggio con la lettera di dimissioni originale e protocollata in comune), alla missiva dell’Arci “Piera Bruno” non potrà sottrarsi, perché chiamato direttamente e civilmente a rispondere.

Caro Sindaco Basilio Ferrari,

da tre anni e mezzo Lei amministra questa Città. L’amministra perché democraticamente eletto. I suoi 5.269 voti non sono la maggioranza è vero, in realtà rappresentano poco più del 34% degli aventi diritto al voto, ma Le sono bastati per diventare Sindaco di Paola. Questo è un dato di fatto e nessuno può metterlo in dubbio. Neanche Lei può, perché quando si lascia andare ad esternazioni del tipo “io devo render conto ai miei 5200 elettori”, sbaglia. E sbaglia perché Lei deve render conto a tutti i cittadini Paolani, proprio a tutti, nessuno escluso, anche quelli che non hanno la sua stessa tessera di partito.

L’abbiamo spesso criticata, anche pubblicamente, perché quasi mai d’accordo nelle Sue scelte politiche e amministrative. Ma è giusto che sia così, perché Lei è il Sindaco e a Lei spetta l’onere della scelta, mentre a noi, eventualmente, il diritto di criticarla. Anche aspramente. Perché amministrare una città non vuol dire indossare una fascia tricolore nelle occasioni di festa. Amministrare una città vuol dire, principalmente, fare delle scelte. E le Sue di scelte ci hanno ricordato che sbaglia chi crede che in fondo, tutti sono uguali. Noi non abbiamo le Sue stesse idee, ne condividiamo gli stessi ideali, ma pur criticando il suo operato l’abbiamo sempre rispettata. E abbiamo rispettato sempre ciò che Lei rappresenta. Perché Lei è il Sindaco di Paola e, che Le piaccia o meno, è anche il nostro Sindaco.

Ma nella vicenda relativa alla non potabilità dell’acqua è successo qualcos’altro, qualcosa che va al di là di una scelta non condivisa.

Nella prima ordinanza, quella del 27 Novembre, con la quale dispone la non potabilità dell’acqua erogata, Lei cita le analisi effettuate sui campioni di acqua che hanno dato esito negativo, sostenendo di averle ricevute “in pari data”. Ma mente, perché quelle analisi sono state protocollate al Comune due giorni prima, il 25. Sempre in quell’ordinanza Lei individua nelle “disfunzioni della rete idrica regionale gestita dalla Sorical” le cause che hanno indotto la Sua Amministrazione ad adottare il drastico provvedimento. Ma La Sorical, con la nota n. 908 del 01.12.2015, afferma il contrario, precisando che non sussistono problemi qualitativi sulle acque addotte al Comune di Paola e distribuite dalla rete regionale, smentendola clamorosamente e dandole, di fatto, del bugiardo.

Con la successiva ordinanza, la n. 55 del 3 Dicembre, le acque tornano potabili. Ma non per l’intero Territorio Comunale, perché in alcune zone le acque continuano a risultare inquinate. Sono le zone servite “dall’ Acquedotto Ferrera gestito dalla Società Regionale Sorical….”, le cui acque, pertanto, “…non possono essere disinfettate direttamente dall’ Ente Comunale”. Ma puntualmente, con una nuova nota n. 922 del 5/12/2015, la Sorical la smentisce nuovamente. Le zone ove l’acqua continua a rimanere non potabile sono servite da sorgenti locali e pertanto di competenza della Sua Amministrazione, al contrario di quanto Lei sostiene. Nessuna particolare operazione di disinfezione è stata posta in essere dalla So.Ri.Cal ne tantomeno  nessuna infiltrazione di acque superficiali è stata registrata nelle strutture gestite dalla Società Regionale.

Replichi puntualmente alla Sorical, dimostri che il Sindaco di Paola non ha mentito. Lo faccia con dati alla mano, mostri le carte una volta per tutte. Lo dimostri a noi che siamo i Suoi cittadini, ne abbiamo il diritto. Perché non sarebbe in alcun caso accettabile una menzogna detta da Lei, Lei che è il Sindaco di Paola. Metta per un momento da parte le beghe elettorali, i Suoi tuttovabenismi, e i nonècolapmia. Smentisca la Sorical e lo faccia col petto in fuori e con l’orgoglio di chi sa di non aver mentito.

Ma se non può farlo, allora si dimetta. E con Lei tutti coloro i quali continuano a sostenerla in consiglio Comunale. Perché tutti ne porteranno il peso politico, perché una bugia sull’acqua, il più importante dei beni comuni, non può essere accettata.

Noi l’abbiamo sempre rispettata ora Lei rispetti noi.

About Francesco Frangella

Francesco Frangella
Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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