A cavallo tra l’esaurimento e la litania, la questione legata al servizio idrico paolano, continuerà a montare per molto tempo ancora. Vuoi perché la preoccupazione è stata – obiettivamente – tanta, vuoi perché la gestione delle informazioni è sembrata sintonizzata sulla tonalità del “clamoroso opaco”, vuoi perché le tasse riferite al servizio sono al massimo imponibile dalla legge, vuoi perché queste stesse tasse sono state contestate con una precisa e legittimata azione, o – anticipando la conclusione di un elenco pressoché “infinito” – vuoi perché, ormai, qualsiasi cosa vien fatta dall’amministrazione comunale viene recepita come un’azione “a dispetto” di qualcosa o qualcuno. Tra le tante ipotesi e i tanti “vuoi”, non poteva mancare la presa di posizione di chi – su questo superbo verbo – ha impiantato la propria azione politica. Pertanto, in virtù del loro ambire ad essere ciò che si gradirebbe, gli attivisti di “Paola che Vorrei” hanno tuonato sulla questione. «Il “caso” dell’acqua a Paola sta assumendo toni paradossali e grotteschi. Il sindaco  accusa di strumentalizzare il problema mentre è stato diffidato e sbugiardato dalla Sorical, tutto ciò mentre il panico e lo sgomento dei cittadini paolani rischia di diventare rabbia sociale. Dire che la città versa in condizioni di enorme disagio è un eufemismo. Al momento insieme ai cittadini paolani chiediamo rassicurazioni. Pretendiamo chiarezza e soprattutto vogliamo conoscere la verità, tutta. Esprimiamo solidarietà verso i residenti delle zone che non hanno, ancora oggi, (ammesso che l’abbiano mai avuta) l’erogazione dell’acqua potabile. Chiediamo al sindaco Ferrari quali provvedimenti ha deciso di attuare per risolvere il problema delle vasche in vista delle prossime piogge invernali. Sarà inoltre  nostra volontà chiedere al primo cittadino delle importanti riduzioni sulle bollette dell’acqua causa continui disservizi. Non è possibile pagare bollette salate ed usufruire di un servizio così scadente. Ancora una volta diciamo basta alla scelleratezza amministrativa del sindaco Ferrari».

Come volevasi dimostrare, ancora una volta i toni adoperati sono indicativi di una precisa considerazione in merito alla classe dirigente in seno al Sant’Agostino. Sempre più spesso infatti, nei commenti formulati sull’operato degli amministratori, il termine “scelleratezza” sta assumendo vigore.

Entrando nell’ambito semantico, questo vocabolo è indice di: «Tendenza naturale alla malvagità» (dizionario Italiano Hoepli).

Come mai tra le frange della città, dai politici d’opposizione e da quelli che (ancora) non siedono in consiglio comunale, questo termine sta rinvigorendosi?

Per qualcuno il problema è insito nella modalità espressiva adoperata: nella comunicazione. Perché è normale che gli animi si surriscaldino quando la realtà viene costantemente distorta da dichiarazioni a mezzo stampa e sui social network. Un esempio? Un membro della giunta, nella giornata dell’altro ieri, ha sponsorizzato un messaggio facebook per “appropriarsi” di un risultato ottenuto dall’amministrazione Perrotta e del quale, questo giornale, aveva già scritto nei giorni scorsi. Vuoi che questo non ispiri l’attribuzione di determinati epiteti?

[Politica paolana] Sempre più spesso si fa ricorso alla “Scelleratezza” ultima modifica: 2015-12-09T19:29:59+01:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.