Mentre la politica rappresentativa paolana muove le sue mosse più o meno “sottobanco”, nel polverone di notizie che quotidianamente scuotono le penne, è comparsa una “nuova” novità che potrebbe essere una variabile da tener bene a mente per il prosieguo della campagna elettorale. Stanti alcune indiscrezioni pare che da Sant’Agata stia partendo un’iniziativa dal nome provocatorio: “Senza Voti”. Forse, come fosse un gruppo musicale, il nome del movimento dovrebbe essere letto con un articolo determinativo a fronte, in modo da suonare come “i Senza Voti”. Sostanzialmente si tratta di un gruppo di persone che starebbero consociandosi attorno al principio secondo cui, a Paola, gli attuali schieramenti predisposti per la lizza delle amministrative (2017), sarebbero perlopiù composti da rampolli di famiglie numerose, capitani d’azienda da “fondo europeo” e audaci tessitori di rapporti metafisici.

Dall’analisi che sarebbe alla base di tale manifesto elettorale, emergerebbe una situazione secondo cui, l’elettore paolano, sarebbe indotto alla sua scelta attraverso formalità familiari basate su rapporti di parentela, di lavoro o di confessione. Tutte componenti che non sarebbero nelle corde del costituendo gruppo “elettorale”. I “Senza Voto”, non recriminando alcun “quarto di nobiltà” di sorta, dovrebbero essere costituiti da cittadini comuni, diversi da quelli su cui dovrebbe intravvedersi qualche segno d’unzione predestinata. Ex dipendenti pubblici, pensionati e capifamiglia autosufficienti, stanchi della rappresentatività proposta nelle liste sempre in lizza per la fascia tricolore, starebbero organizzandosi nei pressi della Piazza San Francesco e già potrebbero aver allargato il loro raggio d’azione.

Con buona pace dei tanti che già starebbero spartendosi la città dell’immediato futuro, uno zoccolo duro di bisognosi di alternativa, starebbe organizzandosi per far sentire il peso di una realtà che, comunque, sembra essere sfuggita dalla visione d’insieme di coloro che attualmente sono i volti pubblici della politica locale. Sebbene possa sembrare una trovata goliardica, dietro questa iniziativa è celata una critica pesante all’attualità, che se da un lato registra impennate di emotività positiva, dall’altra sta annegando in una depressione sentimentale preoccupante. Per farsi un’idea basti pensare allo spaesamento cui furono sottoposti gli elettori di centrosinistra, allorquando gli venne presentato un candidato ex capogruppo di centrodestra, contrapposto all’attuale desiderio di rivedere Roberto Perrotta in lizza per il titolo. Oppure all’immagine onirica cui s’affidò la maggioranza dei cittadini quando si parlò del “modello Reggio” come panacea dei mali di Paola, contrapposto all’attuale slavina consensuale sorta in seno a quello che un tempo era un “partitone” come Forza Italia.

Paola sta apparecchiandosi per quest’ennesima corsa al Sant’Agostino con un animo parecchio differente alle volte scorse, indipendentemente dall’aria frizzante di un 2016 da “Sesto Centenario”, ciò che bolle in pentola potrebbe già aver generato la prima anomalia (i “Senza Voto”). Continuando di questo passo non è da escludersi la possibilità di vederne sorgere delle altre.

Campagna elettorale Paola – Spuntano i “Senza Voto” contro le Lobby ultima modifica: 2016-01-16T15:13:21+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.