La discesa a Rende e Verbicaro del fascista Fiore è stata solo un fallimento. Dopo le sue roboanti dichiarazioni a seguito del rinvio della sua discesa nel mese di dicembre, aveva detto che sarebbe andato a Cosenza “città di centri sociali e massoni”, ma non trovando nessun posto che lo potesse ospitare si è intanato come topo da fogna in un alberghetto sconosciuto della periferia di Rende con qualche giornalista fascista come lui e una serie di topi giunti da Lamezia Terme e Catanzaro. Chiaramente la polizia ha provveduto subito a blindare le vie circostanti l’alberghetto impedendo ai militanti antifascisti di impedirgli la suddetta conferenza stampa. Da Rende , nel primo pomeriggio eccolo scortato da decine di auto della digos fino a Verbicaro. Qui due ignari ragazzetti hanno trovato una piccola sede nel centro del paese, una volta piccolo porcile. E’ una piccola sede se così vogliamo chiamarla dove non entrano nemmeno dieci persone, ma che a Fiore serve come simbolo da sventolare nelle sue elucubrazioni mentali anti razziste, anti comuniste e a parole anti massoniche. A proposito di massoneria , a dimostrazione della ignoranza della storia e della confusione mentale dei fascisti, basti pensare che quell’ignobile monumento dove vi è la tomba del porco fascista Bianchi, costruito negli anni 30 a Belmonte Calabro, ogni anno ad agosto è sede di saluti fascisti, non più di venti, commemorativi alla presenza proprio di Fiore e del prete Tam che li benedice, dimenticando che proprio Michele Bianchi era un gran maestro della loggia massonica calabrese . A Verbicaro la popolazione e gli antifascisti si trovano un paese completamente blindato. E’ impossibile andare nella piazza centrale del paese è impossibile anche tornare alle proprie case. A dirigere le operazioni il solito vice questore Cantafora esperto di manifestazioni di piazza e di inchieste farlocche sui no global calabresi. E’ sua l’operazione contro il sud ribelle che portò all’arresto di 13 militanti no global accusati di tutto, ma completamente assolti nei tre gradi di giudizio e risarciti a vario modo, se pur con cifre ridicole, dallo stato. E’ Cantafora che permette a Fiore ed a cinque militanti, dopo il loro arrivo a Verbicaro, di dirigersi spavaldamente verso il blocco antifascista provocandolo con saluti romani. Poi vista la reazione degli antifascisti che stavano scavalcando le barriere è lo stesso Cantafora che li ricaccia nel loro porcile . Espletata la funzione Fiore viene di nuovo riaccompagnato fuori Verbicaro. Qualche fasci stello viene invece guidato dai vigili attraverso viuzze alle loro auto evitando la piazza antifascista oramai colma di verbicaresi. Fiore se ne va con la coda fra le gambe mentre gli antifascista si rimpossessano del paese con un corteo al canto di Bella Ciao. Giusto per tenere viva la memoria ecco un breve stralcio della biografia di Fiore ad uso delle giovani generazioni.

l 2 agosto 1980 alle ore 10.25 nella sala d’aspetto di II° classe della stazione ferroviaria di Bologna esplode una bomba, 85 morti e oltre 200 feriti. Il più doloroso atto terroristico dal dopoguerra.

Il 22 agosto 1980 la DIGOS di Roma trasmette alla Procura della Repubblica di Bologna un rapporto di denuncia a carico di Fiore per “concorso ispirativo nel delitto di strage, banda armata, associazione sovversiva ed altro”. Il 26 agosto 1980 la Procura della Repubblica di Bologna emette, con protocollo 77/80, un ordine di cattura per Roberto Fiore assieme ad alcuni altri membri del NAR, i Nuclei Armati Rivoluzionari, un gruppo terrorista di estrema destra che in quattro anni si è reso responsabile di ben 33 omicidi..

Fiore fugge quindi a Londra dove conosce Nicholas John Griffin, un politico di estrema destra esponente del Fronte Nazionale inglese. Con lui fonda il partito Terza Posizione Internazionale. Il 20 maggio 1981 la Procura della Repubblica richiede l’emissione di comunicazione giudiziaria con l’accusa di strage e delitti connessi, nei confronti di Roberto Fiore. La procura scrive “gli indizi risultano dalla complessa attività criminosa del FIORE, e dagli elementi emergenti dal proc. Quex circa la presenza del FIORE in Bologna nel marzo 1980, unitamente all’ADINOLFI, per organizzare attentati.” Il 29 luglio 1981 viene emesso un altro ordine di cattura a carico di Fiore per trasporto illegale di armi ed esplosivo, procedimento che viene accorpato a quello per strage. Il 12 settembre 1982 Fiore viene arrestato da Scotland Yard a Londra a seguito di un mandato di cattura internazionale per associazione sovversiva emesso dalla magistratura italiana. Viene chiesta l’estradizione che però viene rifiutata dalle autorità britannica poiché ritenuta una richiesta di natura politica e quindi inaccettabile. Fiore è libero e comincia la sua latitanza inglese. La rivista Searchlight e il giornale Sunday Express sostengono che la sua latitanza venne protetta dai servizi segreti, così come risulterebbe anche da un informativa del MI5, l’agenzia per la sicurezza e il controspionaggio del Regno Unito. Nel 1985 Roberto Fiore viene condannato dalla magistratura italiana per banda armata (in associazione con i NAR) e associazione sovversiva.

A Londra nel 1986, grazie all’amicizia con Nicholas Griffin, Fiore fonda con il terrorista Massimo Morsello la “Meeting Point”, diventata poi Easy London, un azienda che fornisce impiego e alloggio a giovani studenti e lavoratori intenzionati a vivere a Londra. L’azienda presto arriva a fruttare oltre 15 milioni di euro. Questa organizzazione nell’estate 2005 è stata indagata per aver maltrattato, violentato e incatenato dei ragazzi italiani in un suo campus. Nel 2007 nasce CL English Language, un collegio per gli studenti stranieri.

Fiore è anche proprietario di circa 1300 appartamenti, di una catena di ristoranti, di negozi alimentari di prodotti italiani, di una casa discografica e di alcune scuole di lingua.

In una relazione pubblicata nel dicembre 1991 dalla Commissione d’inchiesta del Parlamento Europeo sul razzismo e la xenofobia Roberto Fiore viene indicato quale agente dell’MI6, una branca dell’Intelligence Service britannico. Nel 1997, sempre in compagnia del terrorista Morsello e grazie all’enorme fortuna accumulata, fonda il partito politico di ultra destra Forza Nuova.

Nel 1999 i reati di cui è accusato Fiore vanno in prescrizione e l’uomo, il 21 aprile, rientra in Italia dopo 19 anni di dorata latitanza.

Nel giugno 1999 una nota del Sisde, i servizi segreti italiani, segnala un accordo tra FN e alcuni fanatici di Militia Christi per iniziative, anche violente, contro l’aborto, la presenza di commercianti ebrei e gli status simbol americani quali McDonald’s o il Blockbuster.

Nella “Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi” presieduta dal senatore Giovanni Pellegrino si ipotizza il coinvolgimento di Fiore nell’attentato al quotidiano Il Manifesto avvenuta nel dicembre 2000. L’attentato fu infatti compiuto da Andrea Insabato, braccio destro di Fiore da lui stipendiato.

Dal 2002 Fiore si è buttato anche in un altro business, acquista piccole aziende e terreni in Italia, Inghilterra, Spagna e Polonia per trasformarli in comunità rurali dove si predica l’ideologia fascista e (testualmente) dove verrà insegnato ai giovani europei a smetterla di “parlare, muoversi, agire come dei negri”.

Francesco Cirillo della Rete antifascista e anti razzista della Calabria

La “fuga” di Roberto Fiore da Rende a Verbicaro (di Francesco Cirillo) ultima modifica: 2016-01-11T11:09:58+01:00 da Redazione
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