basilio ferrari

Paola – Basilio Ferrari “risparmia il fiato” e, nel dubbio, demolisce

Complicata da raccontare, perché basata su nuove metodologie operative – probabilmente determinate dalla spasmodica tecnica per risparmiare fiato – l’ultima quisquilia amministrativa della maggioranza è una di quelle occorrenze che, se trovassero conferma, indurrebbero più che altro al sorriso.

Perché sarebbe davvero il paese di Pulcinella quello diretto da chi, senza aver accuratamente valutato le carte, si trovasse a demolire uno stabile dalla proprietà ambigua. Eppure stante ciò che sarebbe venuto fuori dall’ultima sinergia tra l’Utc e le ordinanze sindacali, pare che a Paola sia possibile che capiti una situazione per cui, un privato cittadino, possa vedersi fracassare d’imperio un immobile. Nella fattispecie, viste le condizioni dell’edificio che è andato distrutto, il termine appropriato potrebbe essere “rudere”, tuttavia uno stabile non gestibile direttamente attraverso gli appetiti dell’amministrazione. Per questa ragione è altamente probabile che, presso la Procura della Repubblica, possa essere stata depositata una denuncia contro i lavori si smantellamento recentemente eseguiti dal comune. Opere di abbellimento, funzionali a rendere la città più in linea con l’atmosfera da “Sesto Centenario” che si respira. E così, dopo l’urgenza con cui s’è deliberato di impegnare 300mila euro per i “Lavori di Manutenzione Straordinaria del Lungomare San Francesco da Paola e Realizzazione nuovo Water Front” (progetto targato Fabio Pavone), dopo l’incomprensione sorta con l’Unla per il mancato avviso relativo ai lavori di ristrutturazione della sede (per iniziare i quali, qualcuno, avrebbe addirittura trapanato la serratura della porta – altra iniziativa sorta sotto la guida di Fabio Pavone), una nuova bega germinata nei pressi dell’ufficio tecnico (a guida di Fabio Pavone) starebbe rischiando di abbattersi sull’amministrazione di Basilio Ferrari prima, e sulla cittadinanza, eventualmente, poi. Ma se il paese di Pulcinella può sembrare allettante per ironizzare sui fatti, nella vita reale – qualora fosse confermato che il comune ha abbattuto uno stabile senza i propedeutici “via libera” – vuol dire che un privato vincerà una causa per la quale il risarcimento sarà costituito dai soldi di tutti i cittadini. Quindi, confidando in una smentita ufficiale, dovrebbe essere accaduto che nella parte più alta del centro storico cittadino, laddove c’era un edificio (come già detto, una “catapecchia” probabilmente gravata da un’ordinanza di demolizione) ora c’è uno slargo, limitato soltanto da ciò che resta dei muri di sostegno di ciò che c’era prima. Stanti le informazioni confuse che è stato possibile recepire sul momento, l’amministrazione – dopo aver vagliato le valutazioni dell’ufficio di Via Baracche – avrebbe autorizzato l’abbattimento di una struttura sulla quale riteneva di avere tutta la proprietà. Invece, secondo il parere di almeno un cittadino (che avrebbe addirittura predisposto un’azione legale contro la demolizione) quello stabile sgretolato, sarebbe stato solo “in parte” del comune. Pertanto, configurando la situazione in questi termini, si potrebbe dire che Ferrari avrebbe fatto distruggere il fabbricato di un suo cittadino amministrato. “Apriti cielo”.

About Francesco Frangella

Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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