lunedì , Aprile 6 2020

Il film di Lav Diaz lungo un giorno

Il nuovo film tra leggenda e ricostruzione storica del regista filippino, non nuovo a sfide tecniche e artistiche

ALullabyToTheSorrowfulMysteryIl filippino Lav Diaz sbarca a Berlino con “Hele Sa Hiwagang Hapis” (“A Lullaby to the Sorrowful Mystery”), film di 8 ore e mezza (con pausa di un’ora) ed unico in concorso oggi, che mette a dura prova anche i più appassionati ma che premia per la ricchezza dei riferimenti, la forza delle immagini ed il lavoro meticoloso sul suono. La lotta del rivoluzionario Andres Bonifacio diventa anche una lotta per il regista (la lavorazione si è interrotta più volte per problemi di finanziamenti) e per gli spettatori.

Nelle sezioni collaterali da segnalare “Zhi fan ye mao” di Zhang Hanyi, che sembra una storia di fantasmi ma è in realtà un bell’apologo sugli affetti perduti, la memoria e il tempo. Torna alla Berlinale Emir Baigazin con “Ranenyy Angel” (“The Wounded Angel”), sempre affascinato dalle storie di adolescenti di talento persi in un deserto materiale e umano. L’insolita storia di due coppie ed un bambino conteso in “The Ones Below” di David Farr, efficace thriller britannico dove niente è come sembra.

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