Una tegola di dimensioni ciclopiche potrebbe abbattersi sulla testa dei tanti paolani che, trovandosi costretti a dover sanare immobili approfittando delle maglie apertesi con un condono edilizio ormai datato, non avrebbero trovato pronti i dispositivi comunali funzionali alla loro operazione. Come ormai è noto, Paola è una città che, nel campo dell’edilizia, sta muovendosi lentamente lungo le direttive concesse dal vecchissimo Piano Regolatore Generale (Prg), uno strumento che pareva esser stato superato dal Piano Strutturale Comunale (Psc) di perrottiana concezione che, però, Ferrari ha inteso cancellare in quanto: «sembra un disegno a colori – disse nel marzo del 2013 il sindaco – redatto da un alunno delle scuole medie». Orbene, venendo a mancare il fondamentale termine di paragone per la presentazione delle carte, negli uffici della regione e della soprintendenza (dove, nel frattempo, c’è stato un vigoroso turnover tra i responsabili dei vari procedimenti) molte richieste dei cittadini paolani starebbero ricevendo pareri non incoraggianti. Incartamenti atti a sanare situazioni nelle quali sarebbero state riscontrate delle irregolarità, starebbero tornando ai mittenti, bollate col parere negativo in merito al condono. Una situazione che, paradossalmente, starebbe preoccupando più i referenti degli enti sovracomunali che gli operatori interni all’Utc, al punto che – secondo alcune indiscrezioni – dai palazzi della regione e della soprintendenza sarebbero partite telefonate di carattere “esplicativo”, effettuate per suggerire una modalità funzionale quantomeno a tamponare la vigorosa mole di rigetti che sarebbe in corso. Dal comune pare che nessuno abbia colto la gravità della situazione, perché nessuna azione in merito sarebbe giunta in risposta a cotanti incitamenti, anzi – considerando l’attuale messa in discussione dell’assessore preposto al ramo – è possibile che nulla verrà posto in essere per evitare che molti paolani vengano raggiunti da ingiunzioni di demolizione.

Nel maggio del 2014, accogliendo entusiasticamente la sentenza del Tar relativa all’annullamento del Psc, Ferrari diramò una nota stampa di questo tenore: «La minoranza adesso dovrebbe chiedere di nuovo scusa senza nascondersi dai banchi del Consiglio Comunale. La loro è una sconfitta politica prima che giuridica». Ma se gli esponenti dell’opposizione furono battuti, alla luce dell’oggi non si comprende ancora chi abbia vinto. Se poi a qualche paolano verrà abbattuto un immobile, allora sarà definitivamente chiaro il ruolo di chi – in questa caotica situazione – ha perso tutto.

Paola – Causa stallo sul Piano Strutturale Comunale, condoni a rischio ultima modifica: 2016-02-12T11:01:36+01:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.