La richiesta di pagamento attraverso l’emissione di ordinanza ingiunzione con la quale si chiede il saldo dei canoni relativi agli anni pregressi, in particolare dei cinque anni precedenti, è illegittima poiché prescritta.

Il termine prescrizionale per richiedere il pagamento del canone idrico è di cinque anni, né vale come elemento interruttivo l’atto di accertamento che il Comune di Paola ha notificato per gli anni pregressi poiché non vi è prova ne della notifica né della sua esistenza.

In particolare il giudice di pace di Paola con sentenza del 27/01/2016 ha accolto le tesi difensive presentate dallo studio legale Di Natale nell’atto rappresentato dal dott. Luca Saggio e dall’ avv. Valentina De Santo, dichiarando illegittima l’ordinanza ingiunzione per il pagamento del canone idrico relativo all’anno 2008 con cui la commissione liquidatrice del Comune di Paola chiedeva ad un cittadino il pagamento di circa mille euro. La parte resistente è stata anche condannata alle spese legali. L’avv. Di Natale, capogruppo Pd nell’aula “Lo Giudice” e consigliere provinciale, ha dichiarato: «Credo che per i cittadini che si sono visti recapitare le missive della commissione liquidatrice del comune di Paola sia una buona notizia, perché si è consolidato il principio per cui trascorsi cinque anni non si possono pretendere pagamento relativi al canone idrico. Ora passerò allo studio dell’altra questione, relativa alla potabilità dell’acqua e al pagamento del servizio, presentando altri ricorsi all’autorità».

Dall’altra parte, nonostante l’esito dell’iter giudiziario sia da attribuire al capogruppo del Pd, non si può dimenticare quanto fatto dal Comitato di Salute Pubblica paolano, arrivato a contestare finanche i calcoli sui quali si sono basati gli importi comminati alla cittadinanza attraverso i (più recenti) bollettini spediti a casa. Indimenticabile l’incipit di una missiva spedita dal decano dei revisori contabili paolani, Franco Calvano, all’Autorità per l’Energia, il Gas e il Servizio Idrico. «Dalla primissima verifica eseguita – scrisse il dottore nella vertenza – è subito parso chiaro che l’aumento praticato dall’Ente era da considerarsi fuori misura. Allo scopo di avere un primo riscontro contabile, è stata eseguita una prima simulazione, utilizzando esclusivamente i dati forniti dall’Ente nella Delibera n. 25 adottata in data 30/11/2013, onde verificare se applicando le tariffe indicate in delibera ai m³ complessivi che l’Ente ha indicato di fatturare sempre nella stessa Delibera, venisse o meno coperto il costo totale del servizio sostenuto dallo stesso Ente (aumentato rispetto all’anno prima). La verifica ha dato un esito inequivocabile, l’importo complessivo risultante che il Comune dovrebbe fatturare è quasi doppio a quello del costo totale del servizio».

Paola – Graziano Di Natale vince la causa: canone idrico “inesigibile” ultima modifica: 2016-03-06T13:54:24+01:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.