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La prescrizione non salva la Ciodaro dal biasimo di Cambia Paola

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La locandina dell’evento odierno

Con una nota dai toni aspri e dai riferimenti puntuali, il movimento politico “Cambia Paola” è intervenuto per commentare l’evento che si terrà quest’oggi alle 10.00 presso il comune. Impostandola in maniera piuttosto polemica, gli attivisti della sinistra cittadina hanno stigmatizzato l’incontro per presentare il libro di Angela Napoli, criticando la  presenza al tavolo di alcuni relatori.

«Angela Napoli sarà a Paola per presentare “L’antimafia dei fatti” – si legge nella nota di Cambia Paola – un libro intervista in cui l’on. Napoli racconta le iniziative da lei prese nel corso di venti anni di vita politica per contrastare non solo la criminalità organizzata in quanto tale, ma anche – come lei stessa ha spiegato durante la presentazione del libro a Rogliano il 13 febbraio – quel “sistema politico di corruzione e malaffare, un sistema che ormai bada soltanto al proprio interesse e spesso neanche più a quello del proprio partito”, che rischia di diventare una zona grigia in cui tutto è lecito, in cui si è  “antimafia” a parole e non nei fatti, in cui ci si riempie la bocca di legalità e rispetto delle regole ma poi “si chiude un occhio” sugli appalti, sulla sanità, sulla tutela ambientale, sulle liste pulite. Un libro, quindi, che non è solo denuncia, ma anche appello alla società civile e alla politica per la pratica effettiva e quotidiana della legalità.

E allora ci si consenta di dire che il parterre della presentazione del libro qui a Paola ci sembra davvero insolito. Ci sarà il Sindaco Basilio Ferrari, attualmente indagato nell’inchiesta sul depuratore comunale nonché nell’occhio del ciclone per aver ripetutamente affidato in modo “fiduciario” la gestione del servizio idrico paolano ad un’azienda con una composizione societaria di cui fa parte una parente stretta di un noto boss cetrarese.

Ci sarà Emira Ciodaro, che voci di corridoio vorrebbero come prossima candidata a sindaco della città (i più maliziosi sussurrano che quest’iniziativa sia proprio la sua presentazione ufficiale); è stata condannata in primo ed in secondo grado per avere, con la propria negligenza, causato la morte di un nascituro; solo la prescrizione – maturata in Cassazione – ha salvato la dott.ssa Ciodaro dalla condanna definitiva; ma è la stessa Cassazione a ricordare che, «stando a quanto evidenziato in entrambe le pronunce di merito, la Ciodaro pare si presentasse al pubblico come specialista in ginecologia pur non essendo tale» e a confermare la responsabilità civile della dottoressa nei confronti delle vittime, condannandola persino alle spese. Senza contare poi che la dott.ssa Ciodaro è la compagna di Sergio Stancato, già assessore regionale all’ambiente, arrestato in passato nell’ambito dell’inchiesta Artemide sull’interramento delle ferriti di zinco, anche lui salvato dalla prescrizione; ma Stancato è stato anche intercettato mentre chiedeva voti a Carmela Gioffrè, poi condannata in via definitiva nel processo per l’assassinio di Tonino Maiorano.

Ci sarà Giuseppe Aieta, che alle ultime comunali di Cetraro ha sponsorizzato una lista elettorale in cui primo eletto è stato il cognato dello stesso boss cetrarese i cui congiunti hanno interessi nella gestione del servizio idrico paolano.

Ci sarà Agazio Loiero, ex Presidente della Regione, uno di quelli che sponsorizzava “il mare da bere” e che alla fine del 2014 ha visto indagata una buona parte della sua ex giunta regionale per l’illecita gestione di fondi comunitari.

Ci sarà Antonio Viscomi, l’uomo chiamato da Mario Oliverio (un altro del club “mare da bere”) nel tentativo di far dimenticare che la tutta sua prima giunta regionale è attualmente sotto indagine nell’inchiesta “rimborsopoli” e che il suo ex assessore De Gaetano, oltre ad essere stato mandato ai domiciliari per quelle accuse, è stato sospettato di chiedere voti al clan Tegano di Reggio Calabria, tanto da spingere Carmela Lanzetta a rifiutare la nomina assessorile dichiarando «Ho rifiutato di partecipare a una giunta con De Gaetano: spero che il governatore Oliverio riveda la scelta».

Ce n’è a sufficienza per chiedersi cosa ci facciano fra i presenti don Ennio Stamile, referente regionale di Libera, un’associazione cui sinceramente riconosciamo un forte impegno antimafia, e la stessa Angela Napoli, sulla cui onestà e coerenza nessuno può dubitare. Restiamo convinti che per essere politicamente credibile non basta che un amministratore non sia mai stato condannato in via definitiva, ma è necessario anche tenersi alla larghissima da ambienti o situazioni chiacchierate o poco trasparenti. Siamo certi che lo staff dell’on. Napoli abbia composto in buona fede il tavolo della presentazione. Certo, però, che sono stati sfortunati».

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