sabato , 29 Febbraio 2020
Giovanbattista Giudiceandrea

Giovanbattista Giudiceandrea, il ricordo di un grande uomo

Giovanbattista Giudiceandrea
Giovanbattista Giudiceandrea

Si ricorda ciò che merita di essere ricordato. È il caso di Giovanbattista Tommaso Giudiceandrea, un grande uomo politico, insegnante, maestro di vita, per il quale ieri, nella piazzetta di Pedace, è stata allestita una commemorazione, alla quale hanno partecipato in maniera accorata, tutti coloro che hanno avuto il privilegio e l’onore di conoscerlo e di amarlo.

Un uomo politico coraggioso, un amministratore, Sindaco per due legislazioni del comune di Calopezzati, scrittore di tanti libri, tra cui “lettere ai figli” – toccante raccolta indirizzata ai suoi figli nella quale racconta di se e della sua travagliata vita come politico e uomo di cultura – e non in ultimo, insegnante, o meglio, Maestro, come gli piaceva farsi chiamare.

Non è facile vedere piazze gremite, di questi tempi, se non per riscuotere un successo che spesso non si concreta in azioni. Sulle azioni, coraggiose e consapevoli, Giovanbattista Giudiceandrea ha invece forgiato la sua vita. Un politico puro, un uomo dotato di un carattere estremamente poliedrico, che ha vissuto con intensità le grandi trasformazioni politiche e sociali della Calabria. Nel ‘48 si iscrisse al PCI di cui ne diresse come segretario provinciale la federazione giovanile. Fu lo stesso partito per cui provò tanta passione e dedizione, e che a distanza di anni gli creò la delusione più grande: l’ingiusta espulsione.

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Giovanbattista Giudiceandrea e Giacomo Mancini

Come non ricordarlo nelle innumerevoli sue lotte per le occupazioni delle terre, per gli scioperi partecipati, al fianco degli operai, per le manifestazioni a favore della pace e della libertà. Era la metà degli anni ’60, quando divenne segretario della federazione cosentina del PCI, proprio quando cominciavano i primi travagli all’interno di un partito che stava perdendo la sua identità.

Fu un uomo sempre attivo nella vita lavorativa così come nel sociale, la passione per la politica e per il bene comune non l’aveva mai abbandonato e da sempre era a disposizione di tutti coloro che avevano bisogno di condividere un percorso di valori. La vita pubblica lo aveva portato ad essere un punto di riferimento anche per la società civile, oltre che per i suoi compagni di partito, gli amici ed i suoi alunni.

Un uomo che si è sempre prodigato per dare spazio e valorizzare la nuova generazione, in cui aveva riposto le sue più grandi speranze. Con un pizzico di commozione ho ricordato quell’Uomo che ha influenzato la mia vita, come quella di numerosi ragazzi, con quel suo essere allo stesso tempo colto, saggio e popolare. Amava la scuola ed i suoi valori, e nessuno come lui ha saputo essere un vero Maestro di Vita, oltre ad una guida fondamentale per molti giovani. Anche nell’insegnamento è sempre riuscito a distinguersi, capace – così come lui è stato – di tirare fuori il meglio da ognuno dei suoi alunni, comprendendone a pieno l’animo, oltre che le capacità scolastiche.

La piazzetta di Pedace
La piazzetta di Pedace

Erano anni terribili quelli di fine 70 inizio 80 e lui insegnava in una scuola situata in un posto non molto facile e vivibile, il quartiere di San Vito alto. Erano anni di piombo quelli, e la scuola era frequentata anche da bambini che vivevano in famiglie difficili. Ma lui – e lo dico col senno di poi –  ci ha fatto capire cosa fosse l’integrazione sociale.

E’ stato il maestro che ci ha insegnato ad abbattere i pregiudizi, a pensare con la nostra testa e a portare avanti le nostre idee, a sviluppare la creatività e ad essere unici. Sapeva cogliere il meglio di ognuno di noi. Per quei tempi era fin troppo moderno, il suo metodo d’insegnamento era all’avanguardia, ci insegnava l’insiemistica e ci faceva correggere i compiti tra di noi. Ci ha insegnato valori come onestà, lealtà e rispetto. Attraverso i suoi atteggiamenti ho capito che spesso un’ora di dialogo e di domande a ruota libera, è più utile di un’ora di esercitazioni, e che da tutto si può imparare. Fino alla fine attento e scrupoloso, grande cultore 13278021_10207032868995524_1452866683_ndello sport, del calcio ed in particolare della Juventus.

Un’esistenza piena di soddisfazioni che ha lasciato un’incolmabile vuoto non solo nella famiglia ma anche in tutti coloro che con lui avevano condiviso esperienze di vita. A distanza di un anno dalla sua morte, ieri pomeriggio, il Maestro di tutti, è stato ricordato, con amore ed immutata stima, sia nel ruolo di professionista, che di politico, che di “esempio” di vita.

Con orgoglio oggi posso affermare che lui, insieme ai miei genitori ha avuto il merito di aver dato un’impronta ben precisa alla mia educazione e mentalità, aiutandomi a diventare quel che oggi sono.

Mafalda Meduri

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Libera pensatrice, blogger ed indipendente essere umano

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One comment

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    Ho conosciuto Tommaso Giudiceandrea e posso affermare che esso era un uomo di grande cultura , semplice nel parlare ma profondo nei significati, ciò consentiva a chiunque di capirlo . Un GRANDE UOMO

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