A tutti quei curiosi che, vessati dall’imponente tassazione propinata sul fronte “Tari” (Tassa Rifiuti), si sono chiesti la differenza tangibile sussistente tra le due annualità amministrative appena trascorse, di seguito è proposto lo schema tariffario letto alla luce delle utenze domestiche per nuclei di persone che, partendo dalla singola unità, arrivano ad un massimo di sei o più componenti. In merito a questa tassa, la variazione intercorsa tra il 2015 e il 2016, ha valori tali da instillare più di un dubbio riguardo la bontà del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti che, per quanto svolto da solerti operatori e giunto ormai alla soglia del 40%, sembrerebbe non aver comportato alcun vantaggio per le tasche dei contribuenti paolani. Nonostante questa fosse stata l’intenzione di partenza con cui il sindaco Ferrari ne aveva presentato i benefici.

Partendo dal cittadino “singolo”, tra la “quota fissa” dell’anno scorso e quella attuale, la percentuale di aumento s’attesta attorno al 18%, perché si è passati da 1,18€ a metro quadro del 2015, ad 1,44€ dell’anno in corso. Per quanto concerne la “quota variabile”, l’impennata dei costi è stata più contenuta, innalzandosi comunque ad un poco incoraggiante 12%, rappresentato dal valore di 111,77€ del 2015, passato a 127,16€ di quest’anno. Ciò vuol dire che un unico abitante di una casa di 100 mq, che l’anno scorso avrebbe pagato 245,16€, quest’anno si ritroverebbe a pagare 271,16 € (aumento: 26€).

Andando avanti nei casi, per quanto concerne un nucleo composto da due persone, la quota fissa 2015 prevedeva 1,37€ a metro quadro, mentre quella variabile era attestata a 260,80€. Ebbene, per una coppia residente nel “solito” appartamento di 100 mq, con le tariffe del 2016 (quota fissa: 1,67€; quota variabile: 296,72€), l’incremento della pressione fiscale si palesa nella cifra di 65,92 €, perché nel 2015 avrebbe pagato 397,80€ mentre quest’anno si ritroverebbe a pagare 463,72€, spalmati grazie ad un aumento sempre attestato poco sotto al 18% per la parte fissa e poco sopra il 12% per quella variabile.

Continuando con i casi previsti, un nucleo composto da tre cittadini paolani, dovrebbe fronteggiare l’aumento standard nelle percentuali di quote “fisse” e “variabili”, che comporterebbero un incremento della pressione fiscale nell’ordine di quasi 80 € (79,18) tra il 2015 e il 2016, sempre considerando un appartamento di 100 mq e calcolato sulla base di 1,82€ fissi e 381,49€ variabili (nel 2015 le quote erano rispettivamente 1,49€ e 335,31€).

Per una famiglia standard di quattro persone il salasso è ancora maggiore, perché rispetto ai parametri 2015 (fisso: 1,59€ al mq; variabile: 409,83€) la “famosa” abitazione di 100mq verrebbe a costituire una Tari aumentata di ben 91,44€, visto che quota fissa e variabile del 2016 sono attestate a 1,94€ a mq e 466,27€.

Per cinque persone, stesso calcolo e diverse quote (2015 fissa e variabile a 1,61€ e 540,23€), l’aumento su 100 mq sarà di 109,40€ (quote 2016: 1,96€ al mq e 614,63€), mentre un nucleo di sei o più persone dovrà forse recarsi al Monte di Pietà, in quanto per loro l’aumento – alle medesime condizioni – sarà di 121,23€ (fissa e variabile 2015: 1,55€ mq e 633,37€; stessi valori, “aggiornati” al 2016: 1,89€ mq e 720,60€).

Paola: Confronto Tassa Tari: 2015 una “botta”, 2016 “un’ecatombe” ultima modifica: 2016-05-12T12:00:01+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.