A chi avesse dimenticato le problematiche vissute a Paola sul finire dello scorso anno, quando il sindaco Basilio Ferrari fu costretto ad emanare un’ordinanza di “non potabilità” dell’acqua cittadina, sarebbe opportuno rinfrescare la memoria con le dichiarazioni rilasciate a quel tempo dai diretti interessati. L’evenienza si è resa necessaria a seguito della disposizione con cui l’Ufficio Tecnico ha messo in conto il pagamento di 772mila euro alla Sorical, la società che gestisce le risorse idriche calabresi contro cui, proprio il primo cittadino paolano, s’era duramente scagliato nel corso di quella “straordinaria” emergenza.

Procedendo per gradi sarebbe opportuno riprendere il filo laddove s’era interrotto, ovvero nella presunta discrepanza di atteggiamenti mantenuti da un’amministrazione che, col suo più autorevole esponente, diramò un’ordinanza che iniziava con questa frase: «A causa di disfunzioni sulla rete idrica regionale gestita dalla Sorical…». Una sentenza “formale” che, probabilmente, avrebbe potuto costituire un motivo per discutere le tariffe applicate su un servizio talmente scadente da essere risultato inefficiente per troppi giorni rispetto alle esigenze della popolazione. Invece, nonostante questa situazione, ad oggi sono state messi in conto 772mila euro per pagare la fornitura. Forse la polemica dell’epoca era fine a se stessa? Oppure la dura reazione della Sorical ha messo spalle al muro il primo cittadino?

Continuando a “ricordare” i passaggi verificatisi a quel tempo, la società che gestisce le risorse idriche calabresi si mostrò molto intollerante nei confronti della ricostruzione dei fatti avanzata da Ferrari, ed immediatamente produsse una nota stampa in cui – tra le tante accuse rispedite al mittente – la versione del primo cittadino venne bollata come: «Nulla di più falso!!».

Una reprimenda successiva al ritiro dell’ordinanza da parte di Ferrari, che però dava una lettura diametralmente opposta a tutta la vicenda. Giusto per rinfrescare la memoria, queste furono le parole della Sorical: «il Comune ritirava l’ordinanza di non potabilità che tanto caos e tanto allarme aveva ingenerato, garantendo circa la qualità dell’acqua. Veniva confusamente riferito nelle premesse dell’ordinanza che il ripristino della qualità dell’acqua era stato ottenuto a seguito di non meglio precisate operazioni di disinfezione effettuate dalla LaoPools e dalla So.Ri.Cal. Venivano ancora addebitate delle responsabilità alla ns. Società riferendo in maniera fantasiosa di infiltrazioni di acque superficiali entro le sorgenti, operazioni di pulizia, disinfezione…». La lettera concludeva con una frase perentoria dal tono che, forse, sarà suonato scoraggiante per la sicumera degli amministratori comunali, una frase che di seguito è riproposta letteralmente: «Con riserva di fare valere le ns. ragioni in ogni sede giudiziaria ove occorra».

Operazione ad oggi non necessaria perché il comune – riconoscendo probabilmente gli errori commessi – anziché continuare “a menare il can per l’aia”, ha preferito mettere in conto un esborso da 772mila euro.

Forse la “maniera fantasiosa” di gestire talune situazioni inizia a costare troppo alla città, e si tenga a mente che anche per la prefettura – riguardo al caso della commissione elettorale – si potrebbe parlare di “maniera fantasiosa” nell’interpretazione di regole da parte di questa maggioranza, errori che comunque sono costati “soldi pubblici” (almeno per indire consigli comunali, ad oggi, “inutili”).

Paola – Malgrado le accuse di Basilio Ferrari, a Sorical 772mila€ ultima modifica: 2016-05-21T10:51:54+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.