sacro mantello

Paola – Il mantello non passa sulla spiaggia e scatta la polemica

Non che i frati minimi del Santuario di Paola abbiano bisogno di difensori d’ufficio, non che gli amministratori del comune siano da sottoporre ad un’arringa accusatoria, ma c’è qualcosa – nella strana situazione verificatasi nel corso delle celebrazioni del tre maggio – che è necessario chiarire agli occhi della popolazione. Perlomeno per evitare il verificarsi di incresciose situazioni come quella della contestazione plateale (una vera e propria “gogna” che, a detta di molti testimoni, non ha risparmiato né le autorità religiose né quelle civili) all’atto del passaggio del corteo in ostensione del Sacro Mantello dalle parti della Marina. Perché è davvero inusuale dover prendere atto che a Paola, oggigiorno, ci siano gli estremi per trasformare una processione di festa in una Via Crucis con tanto di insulti. «San Francesco è di tutti», ha scritto il sindaco Basilio Ferrari su internet, forse per stigmatizzare l’ennesima occorrenza che lo ha visto “soccombente” rispetto a decisioni trasversali al di fuori della sua influenza istituzionale. Ma il fatto che sia “di tutti” non vuol dire che non sia di nessuno, o che ognuno possa deliberatamente usarne il nome a piacimento. Il tre maggio si festeggia – come sempre – il Patronato del Primo Minimo sulla gente di mare italica e, come accaduto altre volte, se la manifestazione non può avere luogo nella canonica modalità, esiste un protocollo che s’attiva per garantirne comunque la celebrazione. Considerando l’inclemenza metereologica che ha contraddistinto i primi due giorni della Festa, è parso quantomeno opportuno prevedere il “percorso alternativo” per la processione del Sacro Mantello, un circuito che è stato concentrato sulla chiesa di S. Maria di Porto Salvo a Rione Colonne (che è poi il principale luogo di culto per i marittimi). Il fatto che la reliquia non sia giunta sulla spiaggia è un dettaglio che dovrebbe passare in secondo piano, perché – sebbene in “differita” rispetto al luogo abituale – il Patronato è stato onorato, soprattutto rispettando quelle condizioni di sicurezza “straordinarie” che, da un po’ di tempo, hanno implicato finanche la presenza permanente dei militari dinnanzi al Santuario. Biasimare pubblicamente un intero Ordine, per il solo fatto d’aver rispettato prescrizioni dettate dal buon senso, è stato un atto deliberato che certi amministratori hanno perpetrato senza pensare alle conseguenze. Immaginate cosa avrebbe implicato un “fuori programma” per coloro che sovrintendono alla pubblica sicurezza, immaginate l’effetto domino che questo cambio in corsa avrebbe comportato per le altre tappe della processione. Tentare di cavalcare l’ondata emotiva delle persone, e rivolgerla contro i Minimi, è stata quantomeno un’operazione avventata. Farlo poi dai social network (come è il caso del vicesindaco Francesco Sbano che ha scritto: «Non ho condiviso la scelta dei Minimi di non fare andare il Mantello di San Francesco di Paola patrono dei Marinai e della gente di mare sulla spiaggia, purtroppo il percorso è stato imposto dal Santuario, chiedo scusa a tutti i fedeli che hanno atteso lì l’arrivo del Sacro Mantello») ha dato la possibilità a chiunque di ergersi a moralista, arrivando addirittura a suscitare la reazione di chi ha paragonato i preti alla mafia, adoperando parole come “cupola”.

Continuare ad adottare la strategia romana del “divide et impera” (letteralmente “semina discordia e comanda”), è un atteggiamento che ha portato Paola ad essere tutt’altro che “bella”, anzi, nell’anno giubilare della Misericordia pare averla allontanata ulteriormente dai precetti pontifici di un Papa che, nel nome di Francesco, sta provando in tutti i modi a sfumare le differenze tra persone ed enti attraverso la concordia.

About Francesco Frangella

Francesco Frangella
Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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