Secondo i bene informati, già nei primi giorni successivi alla caduta di Mario Occhiuto – spodestato dalla poltrona di primo cittadino a Cosenza nel Febbraio scorso – il sindaco di Paola avrebbe iniziato a praticare le vie legali per disarcionare il suo compagno di filosofia politica e consigliere decaduto bruzio, Lino Di Nardo. Una guerra fratricida che oggi presenta il suo “ottimo” risultato, con l’ingresso di Basilio Ferrari nel consiglio provinciale di Piazza XV Marzo (clicca qui per leggere l’anticipazione dello scorso febbraio).
Una “conquista” che, in realtà, nasconde due aspetti equamente disarmanti. Il primo, ovvio come il fumo che si leva da un fuoco appena acceso, riguarda il dato che finanche Graziano Di Natale ha cercato di utilizzare come “leva” per propugnare la sua idoneità allo scranno dirigente dell’ente sovracomunale, ovvero le “dimissioni” di Lino Di Nardo dalla sua carica, atto che il consigliere bruzio ha anche protocollato in data 8 Febbraio 2016.
Il secondo aspetto, triste come una marcia funebre, è figlio di un’anticipazione che su questa testata era già apparsa qualche tempo fa (clicca per leggere), quando si è fatto rilevare che se Basilio Ferrari avesse avuto i voti dei “suoi” consiglieri, avrebbe raggiunto un totale di consensi bastevole per essere definito “consigliere anziano” e, forse, oggi ci sarebbe lui al posto di Graziano Di Natale a contendersi il titolo di “Presidente della Provincia” con Franco Bruno da Corigliano. Ma tant’è.
Approfondendo questi due aspetti, prima di gioire legittimamente per la nuova carica del sindaco paolano, sarebbe opportuno considerare alcuni “risvolti” politici.
Rimanendo nel solco del primo “appunto”, è indubbio considerare che l’azione perorata da Ferrari contro Di Nardo sicuramente non sarà passata inosservata a Fausto Orsomarso. Il consigliere regionale che ha dato linfa e forma alla lista “Cosenza Positiva” – tra le più votate alla recentissima tornata elettorale cosentina, vittoriosa con Occhiuto e detentrice di tre consiglieri comunali (di cui uno è proprio Lino Di Nardo) – non avrebbe gradito l’impazienza del sindaco paolano, a quanto pare artefice dell’adizione di vie legali contro il suo “pupillo” elettorale. Questa indisposizione, mai rappresentata pubblicamente, potrebbe essere alla base di uno scossone del quale lo stesso Basilio Ferrari starebbe iniziando a temere gli effetti, perché il suo “vice” esecutivo – il dott. Francesco Sbano che domani dovrebbe presentare nell’aula Lo Giudice la sua “Grande Paola” – è il primo sostenitore locale di Fausto Orsomarso.
Se le indiscrezioni riguardo la stizza del consigliere regionale dovessero trovare conferma, allora per il sindaco di Paola – a breve – potrebbero esserci delle novità di tutt’altro segno rispetto a quella odierna. Parafrasando la celebre “Tu scendi dalle stelle”: «Ahi quanto mi costò l’averti ostato».
Riguardo il secondo aspetto invece, c’è poco da dire. Festeggiare la nomina a consigliere provinciale oggi – 15 giugno 2016 – per Basilio Ferrari dovrebbe avere un gusto tutt’altro che gradevole. Perché a quella carica lui aspirò nel 2014, mancandola per un nugolo di voti che vennero meno da esponenti della “sua” maggioranza, consiglieri che domani gli siederanno accanto per votare il bilancio ma che – quando si trattò di mostrargli autonoma stima e fiducia – gli voltarono clamorosamente le spalle.
Tutto ciò rappresenta un vero peccato per la città di Paola, ancora in lizza (fino al 7 luglio) per anelare allo scranno più prestigioso della Provincia – con Di Natale intenzionato a far valere le sue ragioni di “consigliere anziano” (forse eletto coi voti di colleghi dell’aula Lo Giudice che lo preferirono al “loro” sindaco Ferrari) – ma stallato sulla consapevolezza che il risultato sarà effimero come il flash di avere due consiglieri seduti nella stessa sala della bruzia Piazza XV Marzo.
Chissà da quali parti arriveranno le “congratulazioni”.
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