Ovviamente la polemica parte e si contorce sui social network (clicca qui per sapere di cosa si tratta), perché a nessuno è venuto in mente di prendere una posizione “ufficiale” che dia un’univoca interpretazione ad un testo che, così com’è stato firmato dal sindaco Basilio Ferrari, ha generato molta confusione (per non dire “preoccupazione”).

Tralasciando le questioni relative alla misurazione dei decibel e al rispetto degli orari, l’aspetto controverso della faccenda è stato fatto risalire – in un corpo a corpo telematico tra l’ex consigliere socialista, Ivan Ollio, e l’attuale vicesindaco “grandepaolista” Francesco Sbano – all’etimologia del termine “concomitanza”.

Nella fattispecie si tratta di una parola inserita nel dispositivo sottoscritto dal primo cittadino, laddove Basilio Ferrari ha espressamente vietato di «di tenere attività di intrattenimento musicale in concomitanza degli eventi previsti dalla programmazione dell’Amministrazione Comunale»; che alla luce dell’interpretazione offerta dai dizionari della lingua italiana, dovrebbe suonare come un’interdizione riservata a tutti coloro che, nel medesimo istante in cui – ad esempio – a Largo Sette Canali viene messo in scena uno spettacolo istituzionale (a cui i diversamente abili non potranno comunque prendere parte), nessun cittadino paolano potrà strimpellare una chitarra amplificata. Pena una sanzione che può oscillare dai 25 ai 500 euro (deducibile da quel richiamo normativo che dovrebbe incardinare l’ordinanza riguardo le violazioni per le quali non sono previste sanzioni stabilite da specifiche disposizioni di legge, “reati” per i quali sarà applicata « la sanzione amministrativa pecuniaria indicata nell’art. 7.bis del D.lgs 267/2000»).

Tralasciando la logica e la grammatica, ciò che sembrerebbe aver animato la mano dell’amministratore, è l’assunto secondo il quale già in precedenza era stato emanato un documento simile. A firma di Roberto Perrotta, ex sindaco “soppiantato” dall’attuale esecutivo, il vice di Basilio Ferrari ha prodotto un’ordinanza similare datata al 2011, includendola come commento ad un intervento dell’ex capogruppo socialista Ivan Ollio, quasi a dimostrazione che nulla – rispetto al passato – è cambiato.

Visto che l’acume amministrativo attualmente sembrerebbe essersi attestato sul significato delle parole e sul loro “copia e incolla”, nella cronaca della polemica suscitata dal fatto che a Paola la libertà personale dei cittadini sembrerebbe essere stata inficiata da un articolo “dittatoriale” inserito in un’ordinanza, si rende necessario operare un distinguo.

Fermo restando che il documento recentemente firmato dal sindaco pare altamente “limitante” per la libertà di coloro che volessero godersi una serata “diversa” da quella predisposta dall’amministrazione comunale, il riferimento di Francesco Sbano all’ordinanza di Roberto Perrotta non appare pertinente. La differenza sostanziale tra i due dispositivi risiede nel fatto che, mentre in quello di Ferrari il divieto è generalizzato e senza caratterizzazioni, nell’ordinanza di Roberto Perrotta l’ambito di efficacia della proibizione era stato circoscritto al “solo” Centro Storico.

La citazione di questa ordinanza, arrivati a questo punto, anziché rendere più forte la posizione di Sbano (che comunque, in barba al “cambiamento”, ha dimostrato di tenere a cuore una certa continuità col passato “perrottiano”), l’ha indebolita al punto che l’ex consigliere Ollio, molto ironicamente, si è concesso di rispondergli con un: «Bravo, infatti il luogo è ben definito!»; quasi a canzonarne la frettolosa intraprendenza con cui non s’è accorto della macroscopica differenza.

La polemica sul web però, non si è fermata al solo aspetto etimologico di quello che – se continua così – sarà un vero guazzabuglio indecifrabile.

Datosi infatti che nel dispositivo è anche contenuto un richiamo alla SCIA (segnalazione certificata di inizio attività), il consigliere provinciale Graziano Di Natale ha inteso esprimere il suo disappunto.

«Trovo vergognosa l’ordinanza del Sindaco di Paolaha chiosato Graziano Di Natale su Facebookper i locali pubblici della Città’, nella parte in cui prevede che sia necessaria la presentazione di SCIA per le attività che intendono svolgere Karaoke o Piano Bar e l’imposizione del divieto assoluto di intrattenimento musicale durante le manifestazioni organizzate dall’amministrazione comunale!#altrochesostegnoaiprivati»

Un appunto che presuppone una certa unità d’intenti tra parti molto consistenti della minoranza consiliare, che sia la premessa di un’ennesima battaglia a Basilio Ferrari?

Paola – POLEMICA sull’ordinanza Emissione di Onde Sonore ultima modifica: 2016-06-29T18:49:01+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.