Nonostante qualcuno abbia propinato l’auspicio secondo il quale una nota firma toscana potrebbe aprire un’attività sull’isola pedonale di Corso Roma, dall’altro ieri bisogna prendere atto che l’unico innesto nordico presente in quella zona ha dovuto chiudere i battenti. Benché fossero emigrati “alla rovescia”, partiti dalla ricca terra di Romagna, i ragazzi che avevano messo in piedi un negozio nel quale venivano confezionate scarpe “su misura”, hanno dovuto abbassare definitivamente la saracinesca.

In un momento di profonda crisi economica, probabilmente un’attività con un target tanto ricercato non era abbastanza accattivante per la clientela paolana e, sebbene si vociferi di un nuovo investimento nello stesso settore, è difficile immaginare un futuro “più” positivo. Ovviamente le responsabilità sono da ripartire in una miriade di rivoli, perché è indubbio considerare che ci si stia trovando a che fare con una materia delicatissima, fatta di sacrifici e ambizioni che è un peccato veder dissipare dalla sera alla mattina. Tuttavia è uno scenario che sta diventando tristemente familiare nei pressi della via che è stata reclamizzata come “il salotto della Calabria”, sulla quale – uno dopo l’altro – i negozi continuano a fallire senza soluzione di continuità. Nonostante avessero pagato l’affitto fino a luglio, i due giovani che gestivano “Aura Rossa” si sono fatti bene i conti e, considerando l’andazzo, hanno preferito perdere quei soldi di pigione pur di non aggravarli con le bollette relative ai servizi che – come è ormai tristemente noto a tutti i contribuenti paolani – in città valgono quasi più dell’oro.

Onore al tentativo, senz’altro, ma vergogna assicurata per coloro che a tutt’oggi pronosticano scenari da “Eldorado” che mal si conciliano con l’attualità vissuta dalla popolazione. Per quanto si possa valorizzare lo slancio europeista insito nell’installazione di un’isola pedonale nel centro cittadino, continua ad apparire evidente la mancanza di fondamentali opere di supporto, come ad esempio un parcheggio idoneo nei pressi o un servizio navetta capace di soddisfare le richieste dei residenti e degli “invisibili” turisti. A proposito, per quanto riguarda la declinazione “pellegrina” di questi ultimi, pare davvero inopportuno continuare a farli guidare da ciceroni che li conducono sempre nei medesimi esercizi commerciali, se non altro perché sarebbe bene fargli conoscere prodotti più variegati rispetto a quelli cui vengono continuamente indirizzati, perché Paola non esaurisce la sua offerta solo nel comparto delle tipicità enogastronomiche.  C’è un’accoglienza ulteriore, fatta da persone che avrebbero diritto ad essere conosciute.

In attesa di una politica “plurale”, bisogna continuare a registrare perdite “secche” che saranno difficilissime da recuperare.

Paola: Un’altra attività chiude sull’isola pedonale di Corso Roma ultima modifica: 2016-06-05T19:21:12+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.