Secondo il consigliere provinciale, Graziano Di Natale, una vergogna starebbe abbattendosi sull’Ente sovracomunale che vorrebbe poter dirigere, quella Provincia di Cosenza a cui però punta anche il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto. La questione è assai perniciosa e probabilmente ha ragione Di Natale quando estende, a livello “nazionale”, il raggio d’azione della vergogna. Perché contestualizzando la vicenda nell’ambito dove sta consumandosi, fatto di carte bollate, querele e denunce, è altamente prevedibile che la questione possa assumere i connotati di una “cronaca” per tutto il Paese.

Si badi bene, “cronaca” e non “politica”, perché di politico – in questa elasticizzata vicenda – c’è ben poco. O meglio c’è ciò che basta a capire che la “prima” Riforma delle Province del Governo Renzi, quella passata alla storia come “Riforma Delrio”, si presta a conflitti statutari con l’ente che dovrebbe regolamentare. Essendo questo l’unico dettaglio “politico” nello scontro in corso, dovrebbe riguardare un fallimento da “prima criticità” della riforma Renzi, pertanto è altamente improbabile che questa “vergogna” possa balzare agli occhi dell’attenzione nazionale in quest’ottica.

Piuttosto potrebbe interessare lo scontro tra due personalità che, per quanto stiano manifestando piena fiducia nel diritto e nella democrazia, stanno cercando – ognuno dalla sua parte – di piegarli a proprio favore, con interpretazioni cervellotiche che ben si conciliano al fatto che – comunque – sono stati eletti con una procedura tale da escludere il popolo, basata “esclusivamente” sui consensi maturati tra i “colleghi” rappresentativi dei consigli comunali sparsi per il territorio bruzio.

E questa è – ahinoi – “cronaca”. Alla luce di questa considerazione diventa condivisibile l’allarme lanciato da Di Natale, perché la “vergogna nazionale” di cui si tratterà, parlerà di due politici calabresi che stanno dandosele di santa ragione per aggiudicarsi un ruolo del quale, all’inizio di autunno, il popolo potrebbe dire di non avere bisogno, votando “Si” al referendum per l’abolizione delle province.

Magari, considerando il “grottesco” livello raggiunto, qualche stratega del comitato per il “Si” potrebbe aver intravisto la possibilità di trattare questa “tipicità nostrana” come cavallo di battaglia da presentare ai cittadini, esortandoli a considerare questo “abominio” di natura provinciale, come fosse un motivo per giustificare la soppressione dell’ente.

“Vedete che succede con le Province? – Metti fine a questa porcheria. VOTA SI”; potrebbe essere uno slogan accattivante.

Ma considerando il tenore dello scontro in corso, è possibile che sia Di Natale che Occhiuto abbiano preso atto dell’inversione di tendenza riguardo i sondaggi per il “No”, arrivando a bisticciarsi così aspramente nella considerazione del “prestigio” di un incarico fondamentale alla democrazia (eventualmente “futura”).

Il presente, non ancora assunto ai livelli di un Tg nazionale da “prime time”, registra l’ennesima presa di posizione di Graziano Di Natale, il quale – nella sua veste di “consigliere anziano” (al netto della maggiore quantità di voti ricevuti) – continua a rintuzzare gli attacchi di Mario Occhiuto non tralasciando alcun sistema, neanche il ricorso delle vie legali.

«Nella conferenza stampa, presso la sala degli “Stemmi” – ha esordito il politico paolano –  insieme al consigliere provinciale Pascarelli, ho informato i giornalisti di aver presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Cosenza contro l’ex presidente della Provincia Di Cosenza Mario Occhiuto per la verifica di condotte illecite nell’ inosservanza della sentenza del TAR Calabria e dell’ordinanza del Consiglio di Stato che hanno statuito la sua decadenza. Occhiuto mente sapendo di mentire quando afferma di essere estraneo al giudizio del consiglio di stato perché lui stesso ha presentato richiesta cautelare che l’organo supremo amministrativo ha disatteso. La smetta di fare l’arrogante e di occupare illegittimamente le stanze della provincia quella è la casa dei cittadini non la sua dimora personale. La mia storia familiare, professionale e politica non è stata mai macchiata da condotte illecite ne dà atteggiamenti minacciosi io sono una persona perbene e rispetto le leggi e le sentenze faccia altrettanto lui e ponga fine a questa vergogna nazionale».

Una vergogna alla quale forse bisognerebbe aggiungere anche quella concernente l’ancora mancato ingresso, in consiglio provinciale, del sindaco di Paola, primo non-eletto del 2014 che dovrebbe entrare per “surrogare” l’assenza di Lino Di Nardo, contro il quale Basilio Ferrari si è prodotto in un’azione legale culminata con l’affermazione di un diritto a suo favore, nonostante anche Di Nardo sia stato ri-eletto al comune di Cosenza (con una lista “Positiva” ispirata dal consigliere regionale Fausto Orsomarso, politicamente vicinissimo al vicesindaco Francesco Sbano).

Provincia – Una “vergogna nazionale” incombe? Perché!? ultima modifica: 2016-07-13T10:45:42+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.