Che la tassa paolana sui rifiuti sarebbe stata “salata”, i commercianti e gli artigiani dell’Unipro se n’erano accorti subito, lanciando un allarme “primaverile” che qualche buontempone – dal S. Agostino – aveva sminuito, definendo «sedicente» la stessa associazione (però riconosciuta e corteggiata nel periodo elettorale del 2012).  Alla luce della rabbia montata in città dopo il recapito delle cedole per la Tari, di “sedicente” è forse rimasta l’autorità di chi continua a giustificarsi con la litania dei debiti contratti dall’amministrazione precedente.

«La nostra era solo una presa di coscienza – hanno scritto dall’Unipro – di ciò che il consiglio comunale, coi suoi “yes man” aveva perpetrato ai danni dei cittadini paolani. Un vero e proprio “salasso”. Il piano tariffario Tari, è passato da euro 3.995.185 (anno 2015 – oltre 7 miliardi delle vecchie lire) ad euro 4.580.517 (quasi 9 miliardi della valuta usata fino a quindici anni fa), con un aumento di oltre mezzo milione di euro che rappresenta, sempre per chi volesse dilettarsi a comparare la moneta unica con il sistema precedente, un aumento di oltre un miliardo. Un incremento naturalmente distribuito sui cittadini contribuenti, esposti alla spropositata impennata non per ragioni legate al dissesto ma, forse, per caricare l’azienda vincitrice dell’appalto con altre unità (lavorative, ndr). L’aumento è vario e va dal 30% per le utenze domestiche (famiglie, ndr), al 43% per le utenze non domestiche (imprese, ndr). La parte “fissa” che riguarda le strade è passata dal milione e 306mila881 euro del 2015 al milione e 589mila152 dell’anno in corso. Cos’è cambiato? Si sono “allungate” le strade? Il territorio è passato da 42 km quadrati a un’altra dimensione?».

Entrando nel merito dei costi della discarica, passati dai 595.742,50 euro dell’anno scorso, a € 1.006.356 di oggi, l’Unipro si chiede: «Perché questo aumento? Forse la differenziata non funziona bene? Vorremmo conoscere qual è la percentuale di raccolta raggiunta, in quanto si parte da 169 euro a tonnellata per risultati inferiori al 25%.  Vorremmo conoscere e vedere il MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale, ndr), che contiene i dati sulla produzione dei rifiuti urbani e vorremmo confrontarli con quelli contenuti nei Formulari di Trasporto. Stante la quantità di rifiuti prodotti nel 2015 (6.600 tonnellate, ndr), moltiplicandola per 165 euro a tonnellata, arriviamo a € 1.089.000, poco in più rispetto alla cifra messa in conto dal comune (€ 1.006.356, ndr). Forse ciò significa che la differenziata oscilla tra il 25 e il 30%». Sul servizio, l’Unipro incalza: «Vorremmo anche sapere se viene scorporato l’importo che si ricava dal cartone, senza dimenticare che il vetro, a Paola, viene trattato come “multimateriale”, mentre se fosse smaltito secondo crismi diversi costerebbe molto meno. Dividere il costo del servizio per gli 8.200 contribuenti , è un’operazione semplice, scegliere un servizio che rispetti i criteri di efficienza ed economicità è un’operazione più complessa che un buon amministratore dovrebbe perseguire».

Infine l’affondo sugli amministratori: «La città è stanca, è vessata, non può più sopportare tutto ciò. Le emergenze sociali sono tante e non si risolvono alzando le tasse, perché se ne creano altre, le emergenze sociali si risolvono creando sviluppo. Il paese a tutt’oggi, è fermo e le tasse arrivate si riferiscono ad un passato prossimo. L’anno prossimo, chissà cosa ci aspetta».

Chi vivrà vedrà.

Paola – Tari, mazzata difficile da spiegare. Unipro «il dissesto non c’entra» ultima modifica: 2016-08-11T12:31:10+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.