Con una nota sottoscritta dai coordinatori de “I Riformatori” (Piero Lamberti), di “Area Riformista Pd” (Domenico Scagliola) e di “Prospettiva Comune” (Emilio Pastore), una parte dell’alternativa elettorale paolana ha inteso chiarire i punti che ne fissano la proposta di governo cittadino.
«Un’iniziativa che – scrive il trio “partitico”, “correntista” e “movimentista” – […] traccia definitivamente il solco entro cui muoversi nell’alveo del centro sinistra». Un “distinguo” che ha fatto da premessa all’annuncio, enfatizzato con tre punti esclamativi, inerente il varo del “Progetto Democratico”. «L’idea progettuale a cui da oggi – viene spiegato nella nota – come un tutt’uno potranno essere identificati i nostri Movimenti. Un punto di partenza (dalle cui linee ideali non si prescinde) e non di arrivo». Un “punto” dalla massa abbastanza elevata da proporsi come riferimento di un eventuale schieramento, le cui “linee ideali” (cui dovranno attenersi i potenziali alleati) sono state svelate in un passaggio cruciale. «Verificheremo quanti – si legge infatti – assieme a noi pensano che Paola necessita di una immediata soluzione della “vicenda” PSC che privilegi una concertazione di quartiere e di tutta la città e quanti, pur consapevoli che attorno al centro storico si definisce l’identità della Città, pensano che le periferie devono essere reintegrate nel tessuto urbano […] Verificheremo quanti, assieme a noi, pensano che a Paola riportare il servizio idrico in mano pubblica possa essere un’occasione di sviluppo; che occorre riproporre ed attivare l’asilo nido, che occorre acquisire e recuperare alla Città l’area FS ex “squadra rialzo”; che nei confronti di Ferrovia, Enel e Telecomunicazioni si dovranno acquisire aree dismesse e obbligarli al ripristino della legalità ambientale […]; che occorre un piano di controllo del rumore e tanto altro ancora; che occorre sostituire alla politica delle parole una politica del fare che sia capace di individuare, non a ridosso della stagione estiva, ogni azione, utile a restituire splendore e bellezza al nostro mare. Verificheremo quanti, assieme a noi, pensano che la salvaguardia delle fasce sociali più deboli passa anche, ma non solo, da una totale esenzione della pressione fiscale e dalla capacità propositiva di individuare percorsi di incremento reddituale e sostegno alla persona».
Proposte che dovrebbero risultare accattivanti ad una cittadinanza ormai assuefatta agli errori «del governo di una destra pasticciona ed inconcludente che ha contribuito al peggioramento di una già fragile coesione sociale ed economica», ma che – stanti le indiscrezioni relative agli ultimi incontri – avrebbero già perso l’interesse di movimenti dati in predicato di una vicinanza che, a quanto pare, non si concretizzerà. Cambia Paola avrebbe già salutato la compagnia.
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