parco europa paola

Paola – Passata la Fiera dell’Otto Settembre, resta una scia di “degrado”

Le porte divelte nella casetta di legno a margine di Parco Europa a Paola, rappresentano una  sintesi di quest’ultimo periodo di fiera settembrina. Sono il simbolo di una tre giorni non proprio entusiasmante, condizionata dalla variabilità del meteo e da un’organizzazione che, ancora una volta, ha lasciato molto a desiderare. Le porte divelte nella casetta di Parco Europa – presidio che, come ha recentemente  ricordato Rifondazione Comunista, era dotato di un vigilante “volontario” che ne curava il decoro in cambio di un’offerta – sono un fatto di cronaca che induce a chiedersi perché certe cose stiano capitando a Paola. In quanto è innegabile considerare la possibilità che qualcuno, senza scopi “distruttori”, abbia potuto scardinare la porta di una stanza che conduceva ad un bagno “pubblico”. Una toilette conosciuta, perché Parco Europa è stato inaugurato da un tempo “bastevole” per essere considerato “abituale” dagli avventori e dagli operatori che animano la Fiera dell’Otto Settembre. Vista l’impossibilità di usufruire dell’unica “tazza” lasciata con la porta aperta – quella del servizio riservato ai diversamente abili, ancora imbrattato della stessa “porcheria” documentata oltre una settimana fa – a qualcuno potrebbe essere venuto in mente di “aprirsi un varco” nella stanza accanto, dove però non ha potuto concretizzare la sua intenzione. In quanto, nonostante la presenza del “ricercato” wc, dietro quella porta serrata è stato allestito una sorta di deposito che impedisce l’accesso all’agognato sciacquone. Quindi diventa necessario domandarsi se si sia trattato di un “atto vandalico” o di una “azione disperata”, due casi che rendono comunque l’idea di una realtà nella quale – oggigiorno – a Paola ognuno si sente autorizzato a fare un po’ come gli pare, cercando soluzioni “autonome” laddove non si riscontrano disposizioni istituzionali.

Un po’ com’è accaduto sull’isola pedonale di Corso Roma, dove un bancarellaro non ha mostrato alcuna remora a trapanare il lastricato per fissare meglio il suo  gazebo, rimasto comunque ad occupare la sua postazione anche dopo essere stato “richiamato” all’ordine. Lui non avrà avvitato, ma i buchi restano. #oraquestaèpaola

Su quest’ultimo dettaglio si rimanda a domani, con la versione di Benedetto Fiandanese – titolare della ditta “Benny Camicie” di Lamezia Terme – ovvero l’esercente ambulante cui è stata verbalizzata l’infrazione (per chi avesse fretta di leggerla si rimanda all’edizione odierna del Quotidiano del Sud).

About Francesco Frangella

Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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