La vicenda della famiglia paolana “sfrattata” da un cane randagio, entrato furtivamente nella casa di una 65enne residente alla Marina e non più disposto ad uscire, s’è risolta dopo quasi ventisei ore di calvario. Oltre un giorno intero affinché il comune, con un accordo, riuscisse a trovare un ricovero disponibile ad ospitare l’animale, reso intrattabile probabilmente da una condizione d’abbandono testimoniata dalla presenza di due collari.

Il fatto che la questione si sia protratta per tanto tempo, costringendo l’anziana padrona di casa (morsa ad un piede) a rimanere all’addiaccio insieme ai suoi congiunti (sua figlia, una ragazza, due adolescenti ed una bambina), ha scatenato l’indignazione dell’intera collettività paolana, sorpresa dalla lentezza con cui è stato posto in essere l’intervento risolutivo.

A finire nell’occhio del ciclone soprattutto gli amministratori, dal sindaco all’assessore con delega alla sanità, capaci di attingere al “fondo di riserva” per organizzare festicciole di piazza, ma inerti dinnanzi al contrasto di fenomeni nocivi come il randagismo, segnalato “in ascesa” fin dall’inizio della stagione estiva.

Questo genere di svista ha creato una situazione paradossale per cui una famiglia ha dovuto subire più di 24 ore ininterrotte di disagi. Eppure si trattava di paolani, cittadini e contribuenti. Facendo il verso ad un celebre hashtag: #oraquestaèpaola.

Paola – Pastore (forse bastardo) “occupa” una casa. Chi comanda in città? ultima modifica: 2016-09-08T20:08:40+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.