La pubblicazione dei documenti redatti dal geometra Giovannino De Medici (responsabile del 7° Settore del Comune) ha reso evidente la spesa riservata alla posa dei bidoncini, “animaleschi” e non, con cui l’amministrazione Ferrari – nella fattispecie enfatizzata sul web dal vicesindaco Francesco Sbano – ha inteso agevolare il senso civico della popolazione urbana.

Quindici tra orsetti, ranocchie e delfini che, sommati ad altri 50 contenitori per la raccolta differenziata (anche se proprio Sbano, in un suo intervento su internet dello scorso primo Luglio, aveva qualificato quest’ultima cinquantina come «cestini per deiezioni canine»), hanno comportato l’esborso di ben 24.229,20 euro. Tanto è costato il desiderio arredante della maggioranza consiliare che – a detta del membro “in seconda” del primo cittadino – ha posizionato, qua e là, belve dall’orifizio orale aperto «per stimolare il senso civico fin da bambini». Poco importa se poi, come ha fatto notare un ex assessore della giunta Perrotta, sul Lungomare o percorrendo molte strade principali cittadine, non c’è l’ombra di una postazione per gettare una cartaccia. L’essenziale è rendere “didattica” la presenza di anfibi e mammiferi funzionali allo smaltimento di immondizia che, se si esaminassero i pancini spesso costipati delle sei “povere bestie” messe affianco all’Arco di San Francesco e ad un’estremità di Corso Roma, risulterebbe tutt’altro che ascrivibile ai consumi dei bambini.

C’è poi un’altra pubblicazione, sempre in merito, che porta i conti ad una cifra di poco inferiore ai 30mila bigliettoni, perché altri 5.408,26 euro sono stati liquidati per «la fornitura di n. 11 cestini – si legge nella determina – da posizionare […] in Via Valitutti e C.so Garibaldi, per l’apertura di nuove attività commerciali». Nonostante l’indelicatezza di quest’ultimo dettaglio (che stona dinnanzi alle recenti chiusure su Corso Roma), spendere quasi 500 euro – ovvero “un milione di vecchie lire” – per un contenitore d’immondizia, pare un’operazione in disaccordo con la morigeratezza di un dissesto finanziario. Beneficiaria delle somme, in entrambi i casi, è la padovana “Spazio Verde International Srl”, che dal Veneto – probabilmente – ringrazia i sacrifici fatti dai cittadini. Perché tutti i soldi usati “per liquidare” la ditta (29mila637 euro e 46 centesimi), sono frutto di un prelievo dal capitolo di bilancio “1739/7” (lo stesso usato per pagare il concerto dei Tiromancino a Ferragosto) inerente le “spese diverse per smaltimento dei rifiuti solidi urbani”, direttamente collegato alla Tari giunta nelle case dei paolani.

Paola – Tra “bestie del pattume” e cestini (anche per cani) spesi 30mila euro ultima modifica: 2016-10-03T11:13:04+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.