Debiti da pagare, crediti da esigere. Massa passiva, residui attivi, pareggio di bilancio e patto di stabilità. Con queste espressioni, messe a casaccio, si potrebbe sintetizzare l’attuale scontro in corso tra una parte della maggioranza consiliare cittadina e l’opposizione rappresentativa del centrosinistra. Da un lato fioccano stoccate sulla mole di debiti trovati in comune dall’insediamento del 2012 ad oggi, dalla sponda avversa invece giungono “suggerimenti amministrativi” volti ad indirizzare, su un binario diverso, tutta la vicenda. Dai banchi dei “Moderati per Paola”, proprio ieri, s’è assistito ad una levata di scudi contro Roberto Perrotta, il sindaco mai dismesso dal prontuario delle motivazioni addotte per giustificare l’attualità amministrativa percepita in città. “Tasse al massimo?”, è colpa del dissesto. “E il dissesto?”, è colpa di Perrotta. “Ma a quanto ammonta questo dissesto?”, e la risposta si fa complicata. Ci furono giorni in cui superò il 30milioni, cui seguirono ridimensionamenti vari e variabili, fino a giungere a 27milioni. Anzi no, diciotto.

I milioni vanno e vengono in queste stime, accompagnate da definizioni che tradurre dal burocratese diventa molto difficile. Pertanto si tenga a riferimento quanto “dichiarato” dai Moderati per Paola in un articolo apparso sulla stampa l’altro ieri (08-10-2016), ovvero che «i debiti dell’amministrazione Perrotta certificati sono 18 milioni di euro». A questa stima “ufficiale”, perché dichiarata da un gruppo consiliare di cui fanno inoltre parte presidente e vicepresidente dell’aula “Lo Giudice”, dalle sponde che hanno sostenuto la sindacatura del “fu” (e che, suo malgrado, “continua ad essere”) Roberto Perrotta, hanno inteso dare una forma diversa. «Forse sono sei», ha ribattuto chi sottrae quei 12milioni di residui “attivi” composti da crediti esigibili considerati come debiti, «che potrebbero addirittura diventare due, se si considerano i crediti vantati dal Ministero per il tribunale e i soldi spesi per l’alluvione del 2010».

Ipotesi e cifre, i numeri sono tornati a dettar legge nello scontro politico paolano, riattizzando dissapori mai sopiti.

«Finalmente stanno venendo fuori – commentano dalle parti del sindaco precedente – noi li stavamo chiedendo da tempo anche per verificare se ci fosse corrispondenza con l’operato degli uffici che, per gli atti precedenti al 2012, non sembrano essere stati intaccati da condanne passate in giudicato. Del resto da una amministrazione che ha scelto di affidare servizi milionari senza gara possiamo aspettarci di tutto. A proposito di tributi: quanto è costata ai paolani, in termini di spese aggiuntive, la frana dell’ospedale?». Domanda legittima se si pensa “ai giri” da compiere per bypassare il tratto ostruito, pesati per anni sui consumi delle vetture dei paolani. «Grazie a Viale Charitas, alla soprelevata , a Via Mancini e Via dell’Unità d’Italia – stigmatizza chi si è sentito tirare in ballo nell’analisi dei “Moderati” – quanto ha risparmiato il cittadino in termini di costi? Aspettiamo anche il computo dei soldi spesi allegramente sulla comunicazione istituzionale, in attesa anche di conoscere se nello staff del sindaco, o fra le persone da lui nominate, ci sono inquisiti o indagati». Riguardo la persistente accusa rivolta al famigerato “ecomostro” del Lungomare, i destinatari dell’invettiva rispediscono al mittente ogni addebito, chiamando in causa l’amministrazione di centrodestra che subentrò nel 2001 e retrodatando la pianificazione dell’opera al periodo in cui, molti di coloro che oggi criticano dai banchi della maggioranza, erano detentori del potere amministrativo sulla città. «Noi non abbiamo fatto altro che portarlo avanti senza porci domande. Dopo di ché, quando ci sono stati intoppi sul finanziamento, perché non hanno dato in gestione con un bando il parcheggio interrato che è finito, tutto si è fermato». Una stoccata anche sui “lavori pubblici” che il centrodestra s’è accreditato, è arrivata in merito al Pru (identificabile anche come “Parco Europa”): «lavori nostri», alla struttura su Largo Sette Canali: «soldi nostri (nel senso di finanziamenti intercettati dall’amministrazione Perrotta, ndr). Le scuole sono progetti nostri – continua la piccata replica – solo alcuni sono “loro”. Quando c’erano gli altri, ogni anno facevano le proiezioni delle opere realizzate.  Con quella stessa sicurezza vi invitiamo a scendere in piazza, con i proiettori, a far vedere quello che avete fatto voi. E magari metteteci  l’origine dei finanziamenti. Una volta per tutte. Sarebbe bello mettere in evidenza tutti i debiti con tutte le voci, spiegando perché sono stati fatti, la loro origine, chi li ha avallati, gli uffici preposti, e dicendo anche cos’è successo dal 2012 in poi. Lo stillicidio una volta per tutta finisce. La minoranza ha chiesto a più riprese ai commissari le voci con i relativi incartamenti. Durante il Consiglio Comunale del primo dissesto, fu Perrotta stesso a dire di pubblicare, anche a spese sue, tutte le voci dei debiti per far rendere conto i cittadini».

Paola – I “Perrottiani” fanno quadrato e ironizzano sul dissesto “certificato” ultima modifica: 2016-10-10T18:29:56+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.