Nel marasma politico che attualmente imperversa su tutti gli schieramenti pronti a scendere in campo per le prossime elezioni comunali, gli unici centri di gravità permanente sembrano essersi imperniati sulle personalità di Basilio Ferrari e Pino Falbo. Il primo è stato definitivamente scelto come cavallo su cui puntare per gli elettori di centrodestra (anche se pare che qualcun altro, su una spinta “sociale”, abbia intenzione di proporsi), il secondo è l’unico uscito allo scoperto dalla selva del centrosinistra. Mettendo da parte i movimenti di una coalizione data per probabile, assembramento che dovrebbe correre lungo un asse tra Di Natale a Perrotta, l’unica granitica certezza per l’elettorato di centrosinistra è attualmente incarnata dal “riformista” del Pd, Pino Falbo. Messo in disparte dall’attuale disputa che sta consumandosi tra il centrodestra governativo e il centrosinistra d’opposizione, il vertice di “Progetto Democratico”– a detta sua – può già contare su «cinque liste». Una potenza di fuoco nella quale (oltre all’area “scaglioliana” dei democrat) si riconoscono le componenti “lambertiane” (Riformatori), “pastoriane” (Prospettiva Comune), “sarpiane” (Paola che Vorrei) e “maddaleniane” (Democrazia in Comune). Un contrappeso col quale tutti dovranno confrontarsi.
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