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Paola – Preziosi rubati, arrestati ad Amantea due presunti ricettatori paolani

Due coniugi paolani, entrambi già noti alle forze dell’ordine per precedenti episodi legati al medesimo argomento, sono stati posti in stato di arresto dalla Polizia con l’accusa di ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Le manette sono scattate ai polsi di Emilia Natalina Gallo, 55enne, e di suo marito, Giuseppe Romanò, carabiniere in pensione di 61 anni, perché nella serata di ieri – a bordo di un’auto di grossa cilindrata – avrebbero insospettito gli agenti diretti dal vicequestore aggiunto De Marco, che vedendoli transitare a velocità sostenuta sulla SS18 (nei pressi di Amantea), hanno provveduto a fermarli per un controllo cui è seguita una perquisizione all’esito della quale, addosso a Romanò, sono stati rinvenuti tre sacchetti con diversi preziosi del peso complessivo di oltre 100 grammi, mentre nel borsello della Gallo sono stati trovati contanti per una somma complessiva di 2280 euro.

La reazione di entrambi i coniugi, all’atto dei rinvenimenti, sarebbe stata di natura violenta in quanto avrebbero cercato in tutti i modi di sottrarre dalle mani degli agenti gli oggetti che sono stati poi sequestrati. Immediata è scattata la procedura di arresto per entrambi e la disposizione cautelare dei domiciliari, in quanto – oltre alla resistenza a pubblico ufficiale – è stata acclarata la reiterazione di un reato già contestato qualche tempo fa. Era infatti l’aprile di quest’anno quando, successivamente al sequestro di un’ingente quantità di oro e preziosi, dal valore presunto intorno ai 200mila euro, per la stessa donna coinvolta nell’operazione di ieri sera scattò una denuncia compatibile a quella che ne ha determinato l’arresto. In particolare, ad Emilia Natalina Gallo  venne contestati i reati di ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale.

Questa la nota diramata all’epoca: «Nel corso dei controlli specifica attenzione è stata diretta ad un esercizio commerciale per la vendita di bigiotteria, situato nel centro di Paola, in quanto esistevano fondati sospetti che nel suo interno si effettuasse la vendita di preziosi, attività non autorizzata. Gli agenti di polizia riscontravano nel locale la presenza di E.N.G., nei cui confronti in passato era stato emesso provvedimento di revoca della licenza per il commercio di oggetti preziosi in quanto resasi responsabile del reato di ricettazione. Considerati i precedenti la medesima veniva  quindi sottoposta a perquisizione personale. Nonostante la stessa cercasse inutilmente di impedire agli operatori di Polizia di procedere, gli agenti trovavano all’interno della borsa di sua proprietà un sacchetto contenente diversi oggetti preziosi in oro, dei quali la predetta E.N.G. non sapeva fornire spiegazioni circa la provenienza. Inutili erano i tentativi, sia da parte della persona perquisita che della titolare dell’attività commerciale, di sottrarre agli agenti il sacchetto in questione attraverso goffe manovre per liberarsene. Gli operatori della Polizia di Stato procedevano perciò ad un’accurata ispezione del locale in argomento. All’interno di una cassaforte vi erano riposti numerosi oggetti preziosi ed in oro dei quali la titolare non era in grado di produrre alcun documento idoneo ad attestarne la proprietà. Si procedeva pertanto alla denuncia delle citate persone per i reati di ricettazione e resistenza a P.U.. Tutto il materiale rinvenuto veniva posto sotto sequestro (così come è accaduto anche ieri sera, solo che adesso è scattato anche l’arresto, ndr)».

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