Gli accumuli crescenti di depositi di rifiuti in città rendono chiaro quanto conti il valore delle coscienze individuali per la realizzazione di una buona società civile.

Perché per stabilire la validità di un sistema occorre almeno che tutti gli individui che ne fanno parte cooperino.

A Paola, successivamente all’avvio della raccolta differenziata, i vecchi cassonetti sono stati gradualmente eliminati dando la possibilità agli utenti di abituarsi al “nuovo” modo di gettare i rifiuti.

Ma i tangheri proprio non ce l’hanno fatta e, consequenzialmente al valore delle proprie coscienze, stanno creando delle vere e proprie discariche a cielo aperto, danneggiando l’ambiente nel quale non sono degni di abitare prima e la vivibilità del resto delle persone della società di cui fanno parte poi.

I cumuli di rifiuti in preoccupante aumento si concentrano maggiormente nei pressi delle spiagge perché, proprio a conferma dell’indole tanghera, la scelta dei luoghi destinati ad accumulare illecitamente rifiuti è direttamente proporzionale all’irreversibilità del potenziale danno innescato.

Perché se una mareggiata o il vento o anche la sola pioggia smuovesse i cumuli, sarebbe molto improbabile riuscire a recupere i rifiuti dal mare.

Se poi si considerano le risorse investite per l’ammodernamento del lungomare, sono in tanti ad auspicare una risoluzione del problema perché sarebbe alquanto bizzarro immaginare l’innovativo “waterfront” incorniciato, qualche metro più in là, da discariche amatoriali.

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Paola – Il Lungomare s’avvia a rifarsi il look ma la “zona Pagnotta” fa schifo ultima modifica: 2016-12-13T13:27:43+01:00 da Daniela Signoretti